Più di settant’anni fa, il luogo della partenza, del distacco, dell’addio alla vita di centinaia di ebrei, deportati politici, partigiani: il binario 21 della stazione di Milano Centrale. Ora, una fotografia di dolore, un simbolo dell’Orrore, uno di tanti siti dedicati alle vittime dell’Olocausto in Italia, allo scopo di mantener vivo il ricordo di ciò che è stato.

Perché – secondo le parole di Ferruccio De Bortoli – “il ricordo è protezione dalle suggestioni ideologiche, dalle ondate di odio e di sospetti. La memoria, è il vaccino che ci rende immuni dai batteri dell’antisemitismo e del razzismo”.

Cinquemila i partecipanti, secondo quanto riportato dal PD milanese, al presidio “Milano non odia. Insieme per Liliana”, organizzato dalle associazioni Bella Ciao, Milano!, Anpi e Aned.

Uniti in un abbraccio collettivo, di sostegno alla senatrice a vita Liliana Segre, a soli tredici anni deportata proprio da quel binario 21 al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau; oggi, a ottantanove anni, sotto scorta a causa degli haters da tastiera, delle loro minacce, e di alcuni striscioni di Forza Nuova apparsi durante le visite pubbliche, nella stessa Milano.

Un rigurgito di razzismo, di antisemitismo aizzato da chi, cavalcando quest’ondata di odio, mira all’aumento del consenso politico pizzicando le corde del sentire comune, che ha subito un’involuzione strutturale.

Sulla scena si assiste al ritorno dei sentimenti più truci, che prospettano una società in sostanziale regresso, populista, per la quale la convinzione dell’ogni straniero è nemico, che, ricordando le parole di Primo Levi “giace in fondo agli animi come un’infezione latente”, non ha tardato a riemergere.

È questo clima ad aver spinto la Segre ad essere la prima firmataria al Senato per la creazione di una “Commissione contro l’odio” rappresentato dal razzismo e dall’antisemitismo.

Questa potrà “proporre ed esaminare preventivamente le proposte di legge in proposito, e procedere direttamente alla loro approvazione in casi specifici, potrà controllare l’attuazione delle convenzioni e delle leggi in merito ai fenomeni di intolleranza, e promuovere iniziative di informazione in merito a queste tematiche”.

Le forze politiche si sono divise: i partiti di maggioranza hanno dato il via alla commissione, mentre l’opposizione si è astenuta.

Una posizione che ha un profondo significato ideologico, che ha suscitato molte polemiche nel panorama culturale e politico.

Il sindaco della nostra città, Luigi de Magistris, ha dichiarato “Napoli città antifascista, starà sempre con Liliana Segre e con i martiri di quella stagione buia e orrenda della storia moderna”.

E aggiunge: “Basta politiche, come le destre in Italia e in Europa negli ultimi anni, che si fondano sulla caccia al diverso e sul razzismo per produrre consenso e ottenere voti, alimentando odi e violenze. Ma evidentemente basta anche all’altra politica, che con la sua inconsistenza ad affrontare i bisogni reali dei popoli, è stata causa delle politiche neofasciste”.

Carla Cozzi