Gli asintomatici sono abbandonati a se stessi con un arresto domiciliare di un mese senza assistenza. Non si scherza con questo virus“. Lo ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Napoli Ciro Fiola, molto critico anche con i commercianti: “l’ho detto già a fine settembre quando aumentavano i contagi e quando ho letto l’appello di 100 scienziati. Andava chiuso tutto all’epoca. Il Governo ha diviso in 3 fasce di rischio, a noi quella gialla. Ho ribadito alle imprese che era meglio fermarsi adesso per 15 giorni e aprire poi a Natale per il business.”

Massimo Di Porzio, Presidente della Fipe Confcommercio e titolare dello storico ristorante Umberto incalza: “I vari Dpcm hanno scatenato panico e confusione tra consumatori e imprese. Le aziende hanno bisogno di liquidità, anche le banche ci hanno abbandonato, i prestiti di aprile e maggio ancora devono arrivare

Siamo tutti perplessi dalla classificazione del Dpcm Campania zona gialla. Ho chiuso la mia attività storica, il ristorante “Umberto”, per la prima volta dopo 105 anni. Neanche durante la Guerra, il terremoto e il colera. Ma oggi non ci sono le condizioni minime per lavorare“, ha spiegato Di Porzio.

Stessa sorte per il noto Gran Caffè Gambrinus di Napoli che ha scelto di chiudere a causa degli eccessivi costi e dei pochi guadagni.
Chiudere è stata una scelta sofferta – ha detto Massimiliano Rosati, uno dei titolari del Gambrinus – non siamo solo un’attività, ma un luogo di ritrovo familiare. Dopo la pandemia abbiamo dovuto ridurre il numero di dipendenti. Speriamo di aprire per Natale“.