Si terrà venerdì 4 Maggio 2018, alle ore 16.00, presso il teatro della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, lo spettacolo dal titolo “Come fenici felici: storie di rinascite”, a conclusione del Progetto “Araba Felice”.

Il Progetto è stato ideato da Luciana Pennino e realizzato grazie all’impegno delle docenti del CPIA Napoli Provincia 1 presso la CCF di Pozzuoli, e della loro Dirigente Francesca Napolitano. Dall’inizio dell’anno scolastico, ha avuto come protagonista il mito antichissimo dell’Araba Fenice che ogni civiltà ha ripreso e fatto proprio. Con un semplice cambio di consonante, fenice diventa felice, per indicare immediatamente un percorso all’insegna della speranza, intesa come emozione che  conduce a situazioni e condizioni migliori di quelle già sperimentate.

Partendo dal motto della Fenice, Post fata resurgo, e arrivando a Jung, che ha trovato un legame stretto tra la Fenice e l’uomo (risorgere dalla morte come possibilità di rinascita dopo un fallimento), si è stimolata la possibilità di rialzarsi già durante il periodo della detenzione, che è restrizione della libertà fisica, isolamento dal proprio mondo, lontananza forzata dagli affetti.

L’ipotesi, che sicuramente diverrà tesi, è che già nel tempo del disagio e della sofferenza possa avvenire una trasformazione preziosa, capace di dipanare i nodi dell’anima e di infondere la forza necessaria per avviare una nuova costruzione del sé.

Attraverso selezionati input letterari, musicali, e di vita vissuta, le allieve sono state accompagnate in un cammino di recupero della propria libertà mentale ed emozionale, senza la quale la vita di nessun essere umano sarebbe degna di essere vissuta, e sono state stimolate a produrre una sceneggiatura originale per la performance teatrale del 4 Maggio.

Per i liberi, progetti come questo costituiscono l’occasione di mettere al servizio di persone deprivate, il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze, con l’augurio che quanto fatto dentro possa servire a vivere meglio un quotidiano estremamente difficile.

Tali progetti, inoltre, provano a favorire e recuperare maggiore dignità durante la pena. La cultura, l’arte, il fare sono i soli mezzi per rendere le persone davvero libere delle proprie scelte, anche al chiuso di una cella…