“Io sono stato preso con carte false, vistosamente false: tra l’altro risultavo nato a Battipaglia, e il milite che mi ha preso e schiaffeggiato era di Battipaglia e questo mi ha subito messo in una posizione difficile.”

A dirlo non è stato uno di quelli che oggi chiamiamo “profughi” o “extracomunitari”.

Ma qualcuno che, come molti di loro, è stato oggetto di persecuzioni e di vessazioni, in un passato che spesso risulta troppo lontano: Primo Levi.

La frase che vi ho riportato compare nel libro-intervista Conversazione con Primo Levi, di Ferdinando Camon, in riferimento all’arresto del noto scrittore, all’epoca partigiano, in Valle d’Aosta, il 13 dicembre del 1943, episodio che ha reso gli abitanti del piccolo comune del salernitanoconcittadinidell’autore di Se questo è un uomo, anche se nell’arco della breve vita di un documento falso,

Questi i presupposti alla base della richiesta, ufficialmente protocollata dal consigliere comunale Egidio Mirra lo scorso 3 agosto, di conferire a Primo Levi la cittadinanza onoraria di Battipaglia, seppur alla memoria. Per simbolico riconoscimento, per simbolico risarcimento, come si legge nella petizione lanciata su Change.org dal grafico Luigi Viscido, firmatario, insieme al bibliotecario Giovanni Colucci, del progetto “Primo Levi e la città di Battipaglia”.

All’appello online è seguito, sabato 14 novembre, appena prima dell’inizio del lockdown per la Campania, presso il Centro Sociale di Battipaglia, la conferenza stampa intitolataPrimo Levi ‘cittadino’ di Battipaglia, con la partecipazione delle principali associazioni ed organizzazioni locali impegnate nella cultura e nel sociale.

Conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria di Primo Levi, istituzione dellaGiornata in Memoria di Primo Levifissata al 13 dicembre e istituzione del Fondo Primo Levipresso la biblioteca comunale sono i punti fondamentali dell’iniziativa, che si giova anche dell’apporto del professor Giovanni De Luna, e del Centro Studi Internazionale Primo Levi di Torino, coinvolti nella raccolta di opere dell’autore per il Fondo e per l’avvio di iniziative online fissate per il 13 dicembre di quest’anno, così come negli incontri che si spera possano essere realizzati in presenza dal 13 dicembre 2021 al 27 gennaio successivo, Giornata della Memoria.

E, intanto, mi crogiolo in una fantasia impossibile. Cioè, che qualche indovino avesse predetto all’autore che, nel 2020, anno in cui ci sarebbe stata una nuova conferenza su di lui, l’Italia avrebbe avuto intere regioni “rosse”.

E mi piace pensare che lui abbia fatto i salti di gioia, immaginando un’Italia con tanti partigiani.