“Aderisco come uomo e come sindaco di Napoli all’appello promosso da Luisa Morgantini e da Assopace Palestina e sostenuto da numerosi uomini di cultura in favore di Mohammad Bakri, attore e regista palestinese di cittadinanza israeliana sotto processo, ancora una volta e dopo diciassette anni, per aver raccontato con una telecamera, dalla prospettiva degli oppressi, nel 2002 il massacro del campo profughi di Jenin in Cisgiordania” – così Luigi de Magistris conclude l’incontro avuto a Palazzo San Giacomo con Mohammad Bakri e Luisa Morgantini, lo scorso 19 ottobre per consegnare la cittadinanza onoraria  al regista e attore palestinese.

L’artista palestinese è l’autore di Jenin Jenin, film documentario sulla distruzione da parte dell’esercito israeliano del campo profughi di Jenin (2002), ed ha dovuto subire un processo per vilipendio e diffamazione, istruito sulla base delle denunce di alcuni militari israeliani che chiedevano centinaia di migliaia di euro di risarcimento. Nel 2006 Bakri è stato assolto, ma la sua odissea non è finita. Nel 2016 è stato denunciato di nuovo, da un capitano dell’esercito israeliano, e il 3 gennaio del 2019 dovrà affrontare una nuova udienza.

«La mia vicinanza è a tutti gli uomini sotto processo per aver lottato contro le ingiustizie e le diseguaglianze, a Riace come in Palestina. Napoli, città delle Quattro giornate, è impegnata nella promozione del diritto alla cittadinanza globale e darà presto la cittadinanza onoraria proprio a Mohammad Bakri in quanto ambasciatore e pontiere di pace e uguaglianza in una terra lacerata» – ha sottolineato in conclusione il sindaco.