A sessant’anni dal suo esordio, Napoli omaggia il tenore Bruno Venturini con la massima onorificenza conferita dal Comune

Con una delibera è stata data la cittadinanza onoraria a Bruno Venturini, “che può essere considerato ambasciatore della canzone napoletana, perché l’ha portata ovunque, nei cinque continenti, con altissima professionalità“, come dichiarato nell’atto votato dalla giunta su proposta del sindaco, Luigi De Magistris. Il conferimento, secondo l’assessore alla cultura, Nino Daniele, avverrà a breve durante un concerto che il comune sta preparando in suo onore.

Già nominato Grande Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti artistici internazionali, “è stato il primo artista dell’occidente ad essere invitato in Cina“. Correva l’anno 1984 e il Paese asiatico si apriva timidamente alle altre culture, essendo finita da poco l’era di Mao. Nella sua autobiografia, si legge che in quell’occasione il quotidiano francese Le Figaro lo definì il “Marco Polo della canzone napoletana“. E’ stato anche il terzo cantante italiano, dopo Claudio Villa e Domenico Modugno, ad esibirsi nella Piazza Rossa. Era il 1968 e Mosca era ancora la capitale dell’Unione Sovietica. Di primato in primato, nell’arco della sua lunga carriera, “ha venduto più di cento milioni di dischi nel mondo“, continua la nota diramata dal Comune.

Nato a Pagani, Salerno, dove trascorre l’infanzia prima di trasferirsi a Roma, inizia la sua carriera all’età di quindici anni nella città partenopea nel 1959, partecipando al “Festival Voci Nuove” della manifestazione “Porta Capuana in Festa“. Sentendolo cantare e credendolo maggiorenne, gli organizzatori gli avrebbero chiesto di esibirsi accanto a professionisti del calibro di Claudio Villa.

Da quell’esordio, nasce la sua collaborazione con la Universal e il successo, che lo porta a solcare i teatri più importanti di mezzo mondo. “Ha cantato per capi di stato e personalità internazionali, tra cui la famiglia reale inglese, l’ex presidente dell’Urss, Michail Gorbaciov, l’ex presidente degli Usa, Bill Clinton durante il G7 del 2004 e papa Giovanni II“, si ricorda ancora nella nota del comune.

Tra i commenti alla sua opera, si legge che è il solo erede di Gabriele Vanorio, grande tenore partenopeo. Sicuramente, tra gli artisti che hanno interpretato il repertorio napoletano, è colui che ha venduto più dischi nel mondo tra 78 e 45 giri, lp 25 cm, 33 giri, musicassette, cd e dvd. La sua Antologia della canzone napoletana non è stata ancora eguagliata da altre opere.

Bruno Venturini a Linz – Brucknerhaus – Austria