Negli anni ’80 l’horror si libera da qualunque espressione politica e drammatica dei decenni precedenti per diventare un puro piacere dell’intrattenimento. Orde di adolescenti in Nike e spalline sproporzionate si accalcano davanti gli schermi per urlare isterici alle disavventure truculente e improbabili di loro coetanei. Sono gli anni in cui i corpi degli attori mutano e si decompongono grazie alle nuove ricerche tecnologiche in materia di effetti speciali e alla maestria artigianale di abili e visionari truccatori che spesso hanno fatto dell’ostacolo di budget bassissimi un motivo di ispirazione.

Le maschere divenute talmente iconiche per più generazioni, tanto da aver fatto nascere la necessità di riproporle in remake non sempre felici ad ogni cambio di stagione, sono l’asse intorno al quale ruotano esaltati ironia, sesso, eccessiva violenza e fiotti (diciamo anche fiumi straripanti) di denso sangue.

Negli anni di Margaret Thatcher e Ronald Reagan il terrore, ma solo quello da noleggiare in VHS, può anche permettersi di strappare risate esagitate

Giovedì 1 novembre 2018 dalle ore 18:00 – l’Asilo

ore 18:00
La cosa di John Carpenter
(USA, 1982, col., it. 109’)

Tra le distese innevate dell’Alaska, un husky è inseguito da un elicottero russo e trova rifugio all’interno di una base americana. Il cane non è altro che l’inaspettato ospite di un parassita alieno che semina il terrore creando un’atmosfera di diffidenza e violenza tra i soldati e i ricercatori.

Fortunatissimo remake del film del 1951 di Howard Hawks, Carpenter preferisce seguire le fila più drammatiche del romanzo da cui partono le trasposizioni cinematografiche, “Who goes there?” pubblicato da John Campbell nel 1938. Non c’è speranza in questo scontro feroce tra uomini isolati nel personale sospetto e le profonde paure che assumono forme imprevedibili e sempre più terrificanti

ore 20:00
Hellraiser di Clive Barker
(USA, 1987, col., it., 94’)

Frank è un uomo ossessionato dalla ricerca di piaceri sempre più estremi, e si trova in possesso di una particolare scatola a intarsi, che una volta sbloccata dovrebbe permettere di provare intense esperienze sensoriali. La scatola non è altro che un portale su una realtà alternativa popolata dai Cenobiti guidati dal Pinehead (figura cult nata dalle sapienti mani di Bob Keen); le esperienze sensoriali saranno sì talmente intense da valicare il confine che separa piacere e sofferenza, e il corpo di Frank finirà dilaniato tra atroci torture.

Frutto della trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Barker, Hellraiser è una pietra miliare del genere con le sue atmosfere claustrofobiche e l’immaginario sessuale sadomaso intriso di una carica di violenza tutta splatter

ore 21:45
An American Werewolf in London (Un lupo mannaro americano a Londra), di John Landis
(USA, 1981, col, v.o., sott. it., 97’)

David e Jack sono due studenti americani in viaggio per la brughiera dello Yorkshire. In una sera di luna piena, dopo aver cenato in una locanda dove gli avventori credono alle forze dell’occulto, i due ragazzi sono attaccati da un lupo: Jack muore dilaniato, mentre David è gravemente ferito e trasportato all’ospedale più vicino.

Si ride con angoscia tra le strade della vecchia Londra, madrepatria del popolare racconto dell’orrore, dove un inadeguato (perché americano) lupo mannaro si aggira ossessionato dal desiderio di sangue e sesso.

All’Asilo Filangieri di Napoli (vico Maffei 4 – S. Gregorio Armeno) i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.