Pino Daniele non mi mancherà perchè…

“…e te veco tutt’e juorne ca ridenno vaje a faticà…”, quel mattino del 5 gennaio del 2015 Napoli si risvegliò con un’altra fredda ma splendida e luminosa giornata natalizia, nel volto di tanti c’era una strana luce, occhi lucidi, un parlare sommesso, a bassa voce, nell’aria aleggiavano ovunque le note di Terra Mia, Nero a Metà, BellambrianaIn chi non sapeva, si è fatto avanti uno strano dubbio, un sospetto: “ma cosa è successo?”…”mo’ vedo su internet”…”no, non ci credo”… Tutti increduli, la solita bufala su Facebook, si sperava, ma no era così! Quella notte il cuore dispettoso di Pino, così come quello di Massimo, cessò di battere, un destino comune per i due artisti che hanno caratterizzato la mia generazione ed una Napoli con le sue accezioni, positive e negative.

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I primi lp di Pino, alla fine degli anni ’70 “Terra mia“, e poi anni ’80 con Pino Daniele” e Nero a metà”, saranno la colonna sonora di molti di noi.

Brani come “Napule è” erano una descrizione amara ma amorevole della città in quegli anni, una sorta di denuncia verso l’immobilismo delle istituzioni, con un sound nuovo, un blues melodico napoletano, e con una voce, quella di Pino, molto particolare, divennero e sono tuttora, le canzoni simbolo di Napoli.

Poi i suoi successivi lavori discografici con una continua ricerca di nuove ed innovative sonorità, lasciando che la sua musica si potesse contaminare e fondere con melodie ora africane, ora rockeggianti, ora mediorientali… Preferisco ricordare il primo Pino Daniele, di quelle canzoni che si cantavano intorno al falò in spiaggia: Quanno chiove”, “Yes i know my way”, ” ‘Na tazzulella ‘e cafè”, “Putesso essere allero”, “Musica musica”, e per concludere in un crescendo con “Je sò pazzo”, dove sul finale gridavamo “e nun nce scassate ‘o cazz…” quasi in maniera liberatoria…

Daniele viveva in provincia di Grosseto, una sorta di fuga dalla sua amata città, un modo per rinnegare le sue umili origini, qualcuno in quel momento dichiarò… ci piace pensare invece che abbia scelto di restare lontano da Napoli perché il suo debole cuore non avrebbe retto alle continue emozioni, positive e negative, che la nostra città ci regala…

Il Sindaco De Magistris proclamò il lutto cittadino, le bandiere di Palazzo San Giacomo a mezz’asta, e le ceneri di Pino furono portate a Napoli il giorno dopo i funerali a Roma, prima di essere tumulate in Toscana.

Ciao Pino, non mi mancherai, perché come un mio caro che non c’è più, o come Totò, Troisi o De Filippo… resterai sempre dentro di me con la tua musica e le tue parole.

Raffaele Cofano