Si chiamava Loredana Simioli, era un’attrice, era un’attrice napoletana, perché essere un’attrice napoletana è una cosa più complicata che essere soltanto un’attrice: secoli di storia del teatro, nomi illustri, macchiette, maschere, lacrime, sceneggiate, commedie; una lingua tutta nostra, di noi napoletani. Una lingua fatta anche di gesti, di espressioni del volto, di movimenti delle mani e di una speciale aurea che fa immediatamente riconoscere chi è e si sente napoletano.

L’avventura di questa giovane donna si è conclusa a 41 anni, decisamente pochi per morire. Lascia due figlie, una famiglia di origine abbastanza numerosa, un più celebre fratello, Gianni, speaker radiofonico, presentatore e showman.

Il pubblico nazionale la ricorderà principalmente per il film Reality di Matteo Garrone, gli amanti del teatro la ricorderanno per “Benvenuti in Casa Esposito”, la commedia tratta dall’omonimo libro di Pino Imperatore, ma i più la ricorderanno come Mariarca.

Non sembri una diminutio della sua persona e della sua arte. Mariarca era un personaggio che faceva ridere. C’era tanta voglia di ridere in quegli anni 90 e 2000 quando Telegaribaldi – il format televisivo condotto da diverse coppie di comici, fino a Biagio Izzo e Gianni Simioli, il famoso fratello di cui si è detto – era un imperdibile appuntamento serale.

Era collocato intorno alle 23,00: un orario congeniale, non troppo tardi e non troppo presto, e aveva una durata accettabile.

Ha sempre proposto un modo di far ridere garbato e pulito, una forma di comicità rara che non offendeva nessuno, non ridicolizzava, non prendeva di mira. Si rideva e basta, in modo semplice e liberatorio.

Tantissimi i personaggi noti che hanno preso parte a quella fortunata trasmissione, dai “padri fondatori” Lino D’Angiò e Alan De Luca, a tutti gli altri, molti dei quali si ritrovano adesso nel cast di Made in Sud.

Fu l’inizio di una nuova comicità partenopea, un nuovo filone di una vena mai prosciugata.

Mariarca mandava tutti a schiattare tramite Telegaribaldi, perché la trasmissione, come diceva nel suo tormentone, era vista da Napoli e 36 casali. Questo accadeva in un’epoca in cui non esisteva ancora Facebook, Instragram e tutti i nuovi canali per esaltare il proprio piccolo io, ovvero per infangare i nemici veri e presunti.

Mariarca era irresistibile, sguaiata, irrefrenabile, ostentatamente volgare, sempre sopra le righe, fanatica delle pulizie di casa, furba, disincantata, credente del culto mariano della Madonna dell’Arco.

Adorava i suoi genitori, spesso citati con affetto e sempre con rispetto.

Mariarca era vera, per questo piaceva e divertiva.

Loredana le aveva conferito quell’alito di vita che fa di un personaggio una persona; Loredana le aveva donato un’anima.

Per questo non vogliamo parlare della sua malattia, lunga e dolorosa, affrontata con quello straordinario coraggio che una donna sa trovare quando ha dei figli e nessun uomo accanto.

Non vogliamo parlare delle occasioni che le sono ingiustamente mancate per una carriera di maggiore successo che ci avrebbe regalato altri personaggi con un’anima, altri ricordi.

Penseremo a lei con una risata, una delle tante che ha suscitato perché la sua arte comica non venga offuscata da alcuna lacrima.

Solo ridendo a crepapelle per le sue irresistibili trovate ci sarà concesso di piangere.