Luci spente alle 19 di ieri a Napoli, in segno di lutto e di protesta per la chiusura dello stabilimento di via Argine. “Abbiamo spento le luci perché la città è in lutto“, ha detto Luigi de Magistris, parlando in una piazza Municipio completamente silenziosa e buia, in segno di solidarietà ai lavoratori Whirlpool . Una chiusura, ha affermato il sindaco, che “non era ammissibile in linea generale e ancor più in questo momento di pandemia. È inammissibile non si possa portare a casa con successo una battaglia che è di tutta la città, che i lavoratori hanno portato avanti con grande dignità. Stiamo parlando – ha ricordato – di 400 dipendenti, 400 famiglie e 1000 dell’indotto”

Una serrata che vede i vertici inamovibili sulla loro posizione, nonostante presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia tentato di tenere in vita questa ‘bombola d’ossigeno’ per l’economia non solo di Napoli, ma della Campania. ‘’Abbiamo messo a disposizione di Whirlpool più di quanto fosse stato offerto in passato, spiegando che possiamo fare oggi cose che in precedenza non si potevano fare perché attualmente i framework delle stringenti regole europee sugli aiuti di Stato sono stati disattivati’’. Ha detto il premier. Non è bastato questo a convincere l’amministratore delegato di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, a fare uno sforzo in più per tenere aperti i cancelli di Whirpool che ha comunque deciso di cessare definitivamente la produzione di lavatrici.