Il count down per la chiusura dello stabilimento di via Argine a Napoli previsto per il 30 ottobre è ormai iniziato e i sindacati sono sul piede di guerra. ‘’Risponderemo con lo scontro sociale’’, ha annunciato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, responsabile elettrodomestico.

L’incontro di oggi è andato molto male, l’azienda ha confermato la volontà di voler chiudere Napoli. Lo ha fatto con una motivazione assurda. Il prodotto che hanno attribuito a Napoli secondo l’azienda non andrebbe bene, eppure l’azienda si appresta a chiudere l’anno andando bene e recuperando denaro, utili e produzione – ha aggiunto Tibaldi -. Allora perché non portare nuove produzioni a Napoli dall’estero? Al governo chiediamo perché non sostenere le aziende che portano lavoro senza dare soldi indiscriminatamente a tutti? Chiediamo un impegno forte alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: occorre fermare questo scempio”.

Ieri al Mise si è tenuto un incontro per trovare una mediazione che non è arrivata. “Dopo 18 mesi la situazione non è cambiata. Il 31 ottobre la produzione su Napoli cesserà” ha commentato l’ad di Whirlpool Luigi La Morgia, la decisione della multinazionale di dismettere il sito di Napoli. ‘’Se toglierete il blocco dei licenziamenti questo accadrà a migliaia di persone in tantissime aziende – ha aggiunto – fermiamoci. Diciamo all’azienda che è finita la fase del dialogo e inizia quello dello scontro sociale: siamo obbligati a difenderci. Domani saremo in piazza a Napoli”.