Cogliamo segnali molto ambigui e quindi chiederemo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di riconvocare il tavolo e auspichiamo che l’attesa proroga del blocco dei licenziamenti sia costruita in modo tale da non consentire proprio a Whirlpool di aggirarlo e chiudere a ottobre“. Nel commento di Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, c’è il senso della reazione di Cgil, Cisl e Uil all’intervento con cui Luigi La Morgia ha ribadito la decisione di Whirlpool di chiudere lo stabilimento napoletano, confermando invece gli investimenti per un totale di 250 milioni di euro entro il 2021. Secondo l’Ansa, il ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, affiancato da Giuseppe Provenzano e Nunzia Catalfo, rispettivamente alla guida dei dicasteri legati al Sud e al Lavoro, ha chiesto alla multinazionale una certa concretezza per essere credibili, soprattutto se l’ipotesi avanzata da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa, è legata a Leonardo spa, una realtà solida e attiva nel settore della difesa e dell’aerospazio. “Questo piano industriale ha delle carenze e limitazioni eccessive rispetto all’effetto Covid e soprattutto cancella una parte importante del piano industriale“, avrebbe fatto notare Patuanelli all’amministratore delegato di Whirlpool, secondo cui il danno apportato dal nuovo Coronavirus non sarà recuperato con le vendite che si faranno da qui a fine anno. La Regione Campania sarebbe ben disposta verso il possibile intervento di Leonardo spa, tanto da confermare gli sforzi per rendere più pesante il sostegno statale. Sarebbe di 50 milioni in tutto il sostegno pubblico alla corporation statunitense per il mantenimento della produzione a Napoli, il cui stabilimento è parte integrante dell’accordo siglato con la multinazionale nell’ottobre 2018.

Secondo quanto esposto da Whirlpool, oltre alla confermata chiusura della fabbrica di Napoli, sono in corso di definizione piani di ristrutturazione globali per fronteggiare la crisi, che in Europa dovranno portare a un risparmio strutturale di 50 milioni di euro. Temiamo che ciò comporti un’ulteriore delocalizzazione delle funzioni di staff. Naturalmente i volumi annui del 2020 saranno ovunque inferiori al 2019 e la risalita del 2021 sarà inevitabilmente lenta“, ha sottolineato Ficco nel suo intervento a margine dell’incontro odierno, al quale ha preso la parola anche il ministro Provenzano, che, secondo la stampa nazionale, ha chiesto ai vertici aziendali di rivedere i propri progetti. “La presentazione di Whirpool non conferma assolutamente il piano industriale, è una presentazione tutta da rifare perché cancella un pezzo importante dell’Italia, ovvero il sito di Napoli“, avrebbe dichiarato il ministro per il Sud, risuscitando le speranze dei 420 dipendenti che temono di perdere il lavoro.

Benché il ministro Provenzano abbia affermato la necessità di provare a mantenere Whirlpool a Napoli e lo stesso ministro Patuanelli abbia asserito in linea di principio di volere ciò, Invitalia in concreto, su incarico del MiSe, ha continuato a perorare ipotesi di ricollocazione esterna che evidentemente accompagnano la chiusura della fabbrica partenopea“, ha commentato Ficco. “A detta di Invitalia, sarebbero giunti fino ad ora alcuni progetti di investimento potenzialmente capaci di assorbire lavoratori attualmente impiegati nella sede di via Argine, fra cui un progetto di Adler nel settore aerospazio, nonché un progetto di Htl Fitting nell’ambito della customizzazione delle ruote e delle gomme. Come sindacato siamo consapevoli che i settori in cui operano sono oggi gravemente colpiti dalla crisi. Se fosse così sicura la ricollocazione dei lavoratori, allora Whirlpool non dovrebbe avere difficoltà a garantire la sua permanenza fino al completamento del processo di rioccupazione, ma tale disponibilità non ci è stata in alcun modo prospettata“.

E’ questa la conclusione cui si è giunti nell’incontro terminato da poco, mentre è iniziata da poco un’assemblea tra le rsu e le segreterie territoriali. Da qui si riparte con le idee più chiare sulle intenzioni che le parti hanno espresso, per affrontare lo scenario così come ridisegnato dall’emergenza socio-economica, seguita alla pandemia sanitaria causata dal Covid-19. attendono le prime reazioni dei lavoratori.