Con l’ordinanza n. 13 di ieri, 12 marzo, il Presidente De Luca dispone ulteriori misure restrittive per contenere l’emergenza epidemiologica da Covid-19, attive con decorrenza immediata e fino al 25 marzo 2020.

L’ordinanza prevede la chiusura delle attività di ristorazione, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie; supermercati ed altri esercizi di vendita di beni di prima necessità, che restano aperti, sono legittimati ad effettuare consegne a domicilio solo di prodotti confezionati e da parte di personale protetto con appositi DPI; restano consentite, nel rispetto di tutte le misure precauzionali, le attività degli enti del terzo settore che si occupano di assistenza agli indigenti e le attività di volontariato che prevedono l’aiuto alimentare e farmaceutico; gli esercizi che offrono servizi misti sono autorizzati a svolgere solo le attività consentite ed hanno l’obbligo di sospensione immediata di tutte le attività vietate, come bar, videogiochi, scommesse; è vietato lo svolgimento di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, anche se riguarda generi alimentari; è vietato frequentare parchi urbani e ville comunali, che saranno chiusi; le uniche attività sportive concesse sono le sedute di allenamento degli atleti professionisti e degli atleti di categoria assoluta che partecipano ai giochi Olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, a porte chiuse se tenuti negli impianti sportivi e senza pubblico se all’aperto: in ogni caso le associazioni e le società sportive coinvolte sono tenute ad effettuare i controlli volti a contenere il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra atleti, tecnici, dirigenti ed accompagnatori.
I soggetti competenti sono obbligati ad assicurare l’esecuzione delle misure disposte e, salvo il fatto che costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi è punito ai sensi dell’art. 650 del codice penale.

Le disposizioni sopracitate sono state prese alla luce del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020, che consiste in ulteriori disposizioni attuative del decreto del 23 febbraio 2020, n. 6 e delle altre precedenti misure, nonché dell’estrema necessità di contenere il rischio di ulteriore contagio, scongiurando ogni forma di assembramenti e contatti ravvicinati se non indispensabili.