Lunedì 18 giugno in via Vicaria a forcella, presso la biblioteca “A porte aperte” Annalisa Durante, si è tenuta la prima presentazione del libro “UN GORNO PER LA MEMORIA”, a cura della giornalista Anna Copertino.

Nessun altro luogo poteva essere più indicato per ospitare le pagine che hanno dato voce a 28 vittime attraverso la penna di 28 autori.

Una mattinata piena di emozioni, moderata dal vice sindaco Raffaele Del Giudice e introdotta  dal presidente della II municipalità Francesco Chirico.

Molti i familiari delle vittime presenti in sala, fra cui Susy Cimminiello, sorella di Gianluca, che ha parlato con grande trasporto della tragedia che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia, ricordando ai presenti che dietro ogni singola vittima c’è una storia di solitudine.

Ha preso poi la parola Aldo Putignano, lungimirante editore, che ha manifestato gratitudine e fiducia totale all’amica giornalista Anna Copertino riconoscendole il merito, fra gli altri, di aver trattato con estrema delicatezza un tema tanto doloroso.

La sala è stata scossa dall’intervento sferzante di Fabio Giuliani, referente Regionale di “Libera”, che ha messo in risalto l’importanza della vita delle vittime nel ricordo dei familiari, la necessità di “non dimenticare”, della vita che resta dentro la memoria e del senso di colpa che dovrebbe riguardare tutti quelli che restano, soprattutto quelli che vivono nell’indifferenza.

Il silenzio della sala diventa doloroso quando l’attrice Ramona Tripodi ha letto i nomi delle 28 vittime: Simonetta Lamberti, Teresa Buonocore, Lea Garofalo, Gelsomina Verde, Silvia Ruotolo, Giancarlo Siani, Genni Cesarano, Domenico Beneventano, Annalisa Durante, Pasquale Romano, Antonio Landieri,Gigi Sequino e Paolo Castaldi, Maurizio Estate, Palma Scamardella, Alberto Vallefuoco con Rosario Flaminio e Salvatore De Falco, Emanuele Notarbartalo, Mario Diana, Domenico Noviello, Pasquale Cappuccio, Attilio Romanò, Gianluca Cimminiello, Marcello Torre, Filomena Morlando, Dino Gassani, Valentina Terracciano, Angelo Vassallo, Allan Kurdi, Gennaro Cesarano e Maikol Giuseppe Russo. La  musica e la parole di Napule è, eseguita da Lino Blandizzi, hanno fatto il resto sciogliendo le ultime resistenze di un pubblico ormai travolto dall’emozione.

È lo scrittore Paquito Catanzaro che dà voce al racconto di Donatella Schisa, “Ancora emozioni”, in memoria di Annalisa Durante: “Sognavo di andare via. “E in qualche modo ce l’ho fatta, sono andata via per sempre. Almeno questo, almeno…”

Ancora un familiare, Davide Estate (presidente associazione antiracket Vomero Arenella di cui porta il nome lo zio Maurizio), ha ribadito l’importanza di vedere ancora vive le persone care attraverso il ricordo delle persone comuni. A 12 anni la morte dello zio Maurizio ha diviso la visione della sua vita in NOI e LORO, e della differenza fra il

MAI della VENDETTA e il SEMPRE della GIUSTIZIA.

Il vice sindaco Raffaele Del Giudice ha lasciato la parola per le conclusioni alla curatrice del libro, Anna Copertino che nei ringraziamenti  non ha dimenticato nessuno: i familiari delle vittime, ormai sua seconda famiglia, l’editore Aldo Putignano della Homo Scrivens, gli amici scrittori e giornalisti: Vincenza Alfano, Serena Capozzi, Anna Copertino, Giovanni Copertino, Vincenza D’Esculapio, Valentina de Giovanni, Loredana De Vita, Antonio Di Costanzo, Dino Falconio, Federica Flocco, Gian Ettore Gassani, Gino Giaculli, Francesco Healy, Pino Imperatore, Antonio Maiorino, Lucia Montanaro, Wanda Marasco, Giancarlo Marino, Tjuna Notarbartalo, Giuseppe Petrarca, Angela Procaccini, Rosaria Rizzo, Donatella Schisa, Renato Serpieri, Stefania Squillante, Piero Antonio Toma, Chiara Tortorelli, Letizia Vicidomini.  il presidente dell’A.N.A.C. Raffaele Cantone per la sua autorevole voce e l’introduzione al libro, l’amico scrittore Maurizio de Giovanni per la prefazione.

“Un giorno per la memoria”, grazie all’impegno della Copertino, ha consentito di tenere i riflettori accesi su un’emergenza che dilaga nella nostra città e ha sconvolto la vita di tante persone. E’ stata l’occasione per ricordare ciò che non deve essere dimenticato, per ribadire che quelle vite spezzate non sono morte invano e che gli sforzi dell’intera società devono essere rivolti alla prevenzione di simili tragedie e ad assicurare finalmente i colpevoli alla giustizia.

 

Lucia Montanaro

Foto Carmine Schiavo