Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Si accettano proposte!

Nella vita non esistono che gli inizi, scriveva Madame de Staël: insomma, non c’è nulla che non abbia un inizio. D’attualità è l’inizio d’anno, visto che siamo nella prima metà del mese di Gennaio del neonato 2019; e poi l’inizio della vita, l’inizio della scuola, l’inizio di una storia d’amore, l’inizio di un lavoro, l’inizio dell’indipendenza economica, l’inizio di un gioco, l’inizio del mondo, l’inizio della fine… Praticamente, senza inizio, diciamolo pure, non si va da nessuna parte.
E la stessa storia vale per un romanzo: senza il cosiddetto incipit non si potrà mai arrivare all’ultima riga. Certi incipit sono passati alla storia e hanno reso celebri alcune opere di letteratura. Ci sono quelli che fulminano e rendono impossibile non continuare la lettura e ci sono quelli debolucci, senza carattere. Comunque essi siano, gli incipit sono, esistono, non possono che essere scritti lì, esattamente sulle prime righe della prima pagina, se non si conta quella dell’epigrafe. E da lì non si spostano. E da lì portano, accompagnano, dirigono.

1-Agli appuntamenti importanti non sono mai stato molto presente a me stesso, nemmeno in occasione del mio funerale.

2-Il quid, quello che fa la differenza in una persona, è una condanna: se manca, non c’è speranza. Lui, era condannato.

3-Viveva sfoggiando il suo profilo migliore, quello destro. Nessuno ha mai saputo se possedesse anche il sinistro.

4-Dalla casella “Gesti galanti”, da un certo momento in poi lei spostò gli atteggiamenti di lui nella casella “Gesti da piacione”.

5-Fu solo un istante: un raggio di luce sottile come una lama colpì i suoi occhi. Poi, il buio più profondo tornò ad avvolgere il suo corpo.

Questi, per esempio, sono incipit che non so proprio, al momento, dove vogliano portare… Che ne dite di scegliere quello che più vi intriga e di dirmelo? Potrei farlo diventare il principio del prossimo pezzullo!

Luciana Pennino

“Tutto è già cominciato prima, la prima riga della prima pagina di ogni racconto si riferisce a qualcosa che è già accaduto fuori dal libro.”(Italo Calvino)