I centomila di piazza Plebiscito, i sessantamila al San Paolo…
19 settembre 1981 e 7 gennaio 2015, due date storiche per Napoli ed i napoletani, con un unico protagonista: Pino Daniele. Sopite le polemiche sui funerali e sulle cause del decesso, con l’autopsia che ha confermato che nulla si poteva fare, a restare in maniera indelebile nei nostri ricordi, è la sua musica, la sua poesia, che ci hanno accompagnato e ci seguiranno sempre. Mercoledì 7 gennaio su Napoli l’ennesima splendida giornata di questo strano inverno napoletano, in piazza già dal mattino, giungevano persone che come nel 1981, prendevano i primi posti, stavolta non per il grande concerto, ma per tributare l’ultimo saluto a Pino, a colui che con la sua musica ha ridestato l’amore e la voglia di riscatto di Napoli, l’orgoglio di essere napoletani e di possedere un patrimonio inestimabile, la musica, la cultura, l’arte, la storia, e soprattutto la “napoletanità”. Una fastidiosa pioggerellina ha accolto alle 18.50 il corteo funebre, proveniente da Roma, ma che non ha fatto  desistere i centomila e più in piazza, che hanno salutato la salma con un lungo e caloroso applauso.

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Servizio d’ordine ed organizzazione impeccabile, la pioggia che termina alle prime parole del Cardinale Sepe ad inizio rito religioso, ed il popolo di Pino che ha seguito il rito funebre con grande compostezza e rispetto, quello dovuto ai grandi, non un urlo, niente fuori posto, solo lunghi applausi durante la cerimonia ed al saluto di Frà Renzo, amico e padre spirituale di Pino, che in mattinata aveva officiato il funerale “romano”, il quale ha sottolineato che a Pino non poteva mancare l’ultimo abbraccio della sua gente. Alle 20.15 termina la funzione religiosa, e dalla diffusione sonora partono le prime note di “Napule è”, “Quando”, “Je sò pazzo” ed altre, intonate dal popolo di Pino, con la voce rotta dalla commozione, tra lacrime e sorrisi tristi sul volto di tutti. Alle 20.45, con lo struggente accompagnamento di “Per te”, il feretro lascia piazza Plebiscito, e subito termina la tregua metereologica, riprende a piovere…”pure ò ciel si chiagne Pinuccio”… pure il cielo si piange Pinuccio.

Stadio San Paolo 11 gennaio, anche la partita dell’anno, Napoli Juve, ha un protagonista d’eccezione, Pinuccio. Il presidente De Laurentiis consegna la maglia 19 del Napoli al fratello Nello Daniele, un numero magico per Pino (19 marzo il compleanno e 19 settembre 1981 il concerto storico), mentre le squadre scendono in campo sulle note di “Napule è” cantata dai 60.000 e da qualche calciatore.

Anche la sconfitta, avvenuta per “avversi episodi”, ha un sapore diverso, prevale la commozione…

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L’urna con le ceneri di Pino è da lunedì 12, e fino a mercoledì 21 gennaio, esposta nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino per l’ultimo saluto delle migliaia di fans, poi la partenza per il suo “buen retiro” toscano.
A Napoli rimarrà per sempre la tua essenza, la tua anima…
Raffaele Cofano
Emozioni in piazza Plebiscito: “Napul’è” e “Quando quando”… clicca qui > http://youtu.be/9W-3ZR4sF74
“Je so pazzo” e “Per te” in piazza Plebiscito …clicca qui > http://youtu.be/iXwUdR6-cDY
Addio Pino…clicca qui > http://youtu.be/pOqYQbZmrpo