Al ristorante Caupona di Pompei, la presentazione del progetto “Cenacoli pompeiani”.

L’iniziativa prevede una serie di incontri sotto forma di  “Cenacoli Pompeiani” che saranno un punto di confronto reciproco, a tavola al ristorante Caupona, che proporrà il menu di Apicio, in un simposio tra gusto e storia; una storia la nostra, legata a lui, il Vesuvio che ha reso da sempre la nostra una terra felix con abbondanza di arte, cibo, vino e soprattutto memoria, coperta da uno spesso strato di cenere, dalla quale riemergerà nella sua magnificenza e non senza stupore, il ricordo di ciò che non avevamo dimenticato ma di ciò che forse non sapevamo. Gli incontri culturali saranno guidati dall’ingegner Flavio Russo che da oltre 30 anni si è dedicato allo studio dell’architettura militare e, più in generale, della storia militare con particolare riferimento alla relativa tecnologia. info e prenotazioni 338 142 6319.

Alla serata di presentazione l’ingegnere Russo, tra una pietanza di epoca romana ed un’anfora di buon vino rosso, ha sottolineato l’importanza di Pompei come reperto archeologico. Grazie alla sua “morte istantanea”, la città romana è divenuta come un insetto preservato nell’ambra, restando intatta per secoli, e quindi come una macchina del tempo ha potuto fornirci informazioni come nessun altro sito al mondo. Gli oggetti, che mancano all’appello come statue, strutture in bronzo ed altro, non furono distrutti dalla furia del vulcano, ma fatti recuperare da Roma stessa, quando, all’indomani dell’eruzione, Pompei fu giudicato un sito non ricostruibile. Di questo, e molto di più si parlerà nel corso dei “Cenacoli pompeiani”, il tutto sarà accompagnato dall’eccellente cucina del ristorante Caupona, basata sulla cucina originale pompeiana con ricette e piatti che non si cucinavano da 2000 anni.

Alla prima serata di presentazione, il Caupona ha presentato un menù saporito e leggero, iniziando con un delizioso fagiano marinato al Falerno laccato al miele, con coriandolo, cumino, alloro e rosmarino condito con salsa di carciofo e sugna, di seguito una delicata zuppa di asparagi, zucca e castagne con polpetta di Trimalcione, e per secondo un soffice stinco di maiale con bietola e coriandolo. Ha concluso la cena l’elegante mousse di ricotta di pecora dolcificata al miele e carruba su biscotto di noci ricoperta con confettura di prugne. Il vino Falerno e Mulsum (Falanghina miele alloro pepe e zenzero) hanno accompagnato perfettamente le pietanze complementando i delicati sapori della serata.

CENACOLI POMPEIANI – CALENDARIO DEGLI EVENTI

Un viaggio nel tempo dal al 55 a.C al 2020 d.C con 10 tappe durante ognuna delle quali, sarà posto ed esplorato un tema con dati storici e letterari degustando cibo e bevande dell’antica Pompei.
info e prenotazioni 338 142 6319.

Un format ideato e prodotto da Caupona Pompei, a cura dell’ingegner Flavio Russo che collabora regolarmente con la pubblicistica dell’Esercito, della Marina e della Nato, nonché con numerose riviste a tiratura nazionale per lo più di archeologia e storia. Ha ricoperto la carica di Assessore alla Cultura per il comune di Torre del Greco, e di commissario per i veicoli militari dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI). Ha progettato e ricostruito in grandezza naturale e funzionanti molte artiglierie romane di epoca imperiale commissionate ed esposte in altrettanti musei nazionali.

1 Il Vesuvio: etimologia del nome (6-12-2019)

La prima discussione conviviale affronta un interrogativo di basilare rilevanza per la comprensione della catastrofe vulcanica del 79, come pure della mentalità fatalistica ancora vigente alle pendici del Vesuvio: i Romani sapevano della esatta natura della montagna che sovrastava Ercolano e Pompei? Anche se gli studiosi hanno sempre sostenuto che all’epoca nessuno ravvisasse nel Vesuvio un vulcano e, meno che mai, che fosse attivo, numerose fonti sembrano smentire tale convinzione. La discussione, pertanto, trarrà spunto da brevi citazioni delle fonti e della evidenziazione di alcune circostanze che attualmente fatte rientrare nei fenomeni precursori di un’eruzione e che anche allora non mancarono di preoccupare e forse salvare migliaia di persone.
La testimonianza di Diodoro Siculo al tempo di Cesare
La testimonianza di Vitruvio
La descrizione del Vesuvio di Strabone
La descrizione del terremoto del 62 di Seneca
L’interruzione dell’alimentazione idrica di Pompei del Serino
Le tecniche antisismiche di Ercolano e Pompei
I segni celesti astrologici

2 Le città vesuviane (20-12-2019)

Le città alle pendici del Vesuvio -Descrizione di Strabone

Caratteristiche urbanistiche: il turismo di alto bordo

Un frammento di luna all’estremità del Golfo

La base navale di Miseno e la sua vicenda storica

Residenza imperiale e entità demografica locale -Descrizione

L’acquedotto del Serino e la grande cisterna -Descrizione

Le prime avvisaglie dell’apocalisse -Descrizione

3 Nomi illustri e residenze fastose (10-1-2020)

Imperatori e patrizi tra Miseno, Baia, Ercolano, Pompei, Stabia e Sorrento

Le grandiose ville -Descrizione di Bloch

Probabile villa di Sesto Lucilio Basso, in contrada Bassano di TdG

Darsene e svaghi lungo la costa. Il bradisisma

Un tenebroso accesso agli inferi -Descrizione

La viabilità lungo il perimetro costiero del Golfo -Descrizioni

Sistemi di telecomunicazioni -Descrizione Svetonio

La produzione elitaria di vino -Descrizione di Strabone

4 La vita ad Ercolano e Pompei (24-1-2020)

Le case di Ercolano e di Pompei

Le mura inutili e la loro vicenda storica -Descrizione

Le ville rustiche limitrofe

La produzione alimentare

Pesca e darsene private

Il porto canale di Pompei e il doppio approdo di Ercolano

Entità demografica dei rispettivi abitanti e loro classi sociali

Liberi, liberti e schiavi

5 Economia locale (7-2-2020)

La ricchezza privata e la sua conservazione

Denaro e casseforti

Prezzi a confronto: alimenti, beni di consumo, lavoro e servizi

Sicurezza e ordine pubblico

Acqua e abusivismo

Locali pubblici: popinae, tabernae,cauponae, termopolia

Pasti e svaghi: teatro e anfiteatro

Lupanari e prostituzione

6 I prodromi dell’apocalisse (6-3-2020)

Anno e mese: le diverse ipotesi a confronto

I sintomi precursori: il caso Pomponiano. -Descrizione

L’esplosione del Vesuvio, una delle quattro della sua storia. -Descrizione

La figura scientifica e militare di Plinio il Vecchio

Le navi della base: caratteristiche e prestazioni

Quelli che non fuggirono: o troppo ricchi o troppo poveri

L’impossibilità di fuga via terra e via mare

Distanze di sicurezza: i Lattari e Napoli

7 L’ammiraglio Plinio cambia idea (20-03-2020)

La forte stimolazione del fenomeno

La concezione scientifica alle spalle dello studio della natura di Plinio

L’esigenza di poterlo osservare più da vicino

Il rischio calcolato: forse aveva capito che si trattava di una eruzione

Il dispaccio di o da Rectina. Chi o cosa era Rectina

Come viaggiò la richiesta di aiuto

Vedova ricchissima, ancora giovane, in grande familiarità con Plinio: amica o amante

L’ordine di salpare con le quadriremi: capacità di trasporto

Velocità della navigazione e tempi di percorrenza

8 Le condizioni perturbate della costa (3-4-2020)

L’attesa dei sopravvissuti alla vista delle navi

Impossibilità di atterrare

Il trasbordo con le lance

Le ondate ardenti nel corso della notte

La lancia d’Ercolano, il suo ufficiale e gli scheletri nei fornici

Plinio dirige verso Stabia su nave Fortuna

La finta indifferenza

Il tentativo di reimbarco sul far del giorno, privo però della luce

La sua morte e dei sopravvissuti al suo seguito

Il mesto rientro della squadra

9 Epilogo di Plinio e Rectina (21-4-2020)

La prima operazione di Protezione Civile

La morte di Plinio per sua volontà consentì la pubblicazione del suo immane lavoro

Rectina si salvò e tornò in una delle sue molteplici grandi ville rustiche

La commissione senatoriale e le sue conclusioni

I soccorsi e gli aiuti ai sopravvissuti

Il territorio devastato e la sua lenta ripresa

La riapertura della strada costiera circa 40 anni dopo

Il recupero di quanto asportabile da Pompei

10 Era Plinio? (9-5-2020)

Gli scavi privati dei primi del ‘900

Gli scavi dell’ing. Matrone presso il ponte della Persica -Descrizione

Il ritrovamento di una villa e di una struttura portuale con circa 70 scheletri

L’esatta ubicazione del ritrovamento

Uno scheletro singolare che suscitò subito delle perplessità sulla sua identificazione

Perché poteva trattarsi dei resti di Plinio

Ipotesi e smentite per circa 120 anni

La teca nel Museo dell’Arte Sanitaria di Roma

La scienza consente l’identificazione: colpo di scena dopo l’esame isotopico

Attribuzione dell’età al cranio

Secondo colpo di scena dall’esame del DNA

La vicenda è conclusa