Domenica 25 novembre, nella Basilica di Santa Maria della Sanità, si è tenuto un incontro di “condivisione e preghiera”, per opporsi al dover rinnovare la convenzione per la gestione delle Catacombe di San Gennaro che prevede di dover dare al Vaticano metà delle entrate.

Nel 2019, infatti, scade l’accordo con la Curia napoletana, che ha affidato la gestione delle Catacombe di San Gennaro alla Cooperativa La Paranza, e nel rinnovo la Pontificia commissione dell’archeologia sacra avrebbe richiesto il 50% delle entrate derivate dai biglietti delle visite alla catacomba.

Ma facciamo qualche passo indietro.

Il sito archeologico più importante del cristianesimo a Napoli rappresenta un’area cimiteriale sotterranea risalente al II-III secolo d.C il cui ingresso è collocato nei pressi della chiesa dell’Incoronata a Capodimonte. Inoltre, esso ospita il ritratto più antico del Patrono della città, San Gennaro appunto.

I ragazzi del Rione Sanità, uno dei quartieri più complessi della città di Napoli e noto per episodi di cronaca nera, nel 2006 diedero vita alla Cooperativa Sociale Onlus La Paranza con l’intento di valorizzare il rione attraverso le sue bellezze.

Nel 2008 i volontari della Cooperativa vinsero un bando storico-artistico che consentì loro anche il recupero delle Catacombe di San Gennaro, facendo un lavoro straordinario e rendendo visitabile un’intera area inizialmente inaccessibile.

La Paranza, attraverso la gestione delle catacombe e al meraviglioso lavoro di restauro, ha fatto sì che in 12 anni i visitatori quintuplicassero, sviluppando un’economia sociale che ha dato vita a una vera e propria rete di cooperative e artigiani. 

Le Catacombe di San Gennaro non si toccano”

Ciò di cui si discute in questo mese e che ha fatto clamore mediatico riguarderebbe la richiesta del 50% degli introiti derivati dalle visite alle Catacombe di San Gennaro da parte delle Pontificia Commissione dell’archeologia sacra, cioè il dicastero della curia romana che possiede tutte le catacombe d’Italia. Assecondare tale richiesta significherebbe fare un taglio drastico alle risorse umane oltre che al numero di visitatori. Insomma, sarebbe una sconfitta per l’intero quartiere e per coloro che beneficiano dell’afflusso di turisti. Non solo. Molti ragazzi, dal passato difficile, si ritroverebbero senza la guida della preziosa Cooperativa.

Anche il parroco della Basilica di Santa Maria alla Sanità nonché storico parroco anti-camorra, don Antonio Loffredo, spiega che in caso di versamento al Vaticano del 50% degli incassi si “fermerebbero le guide e i lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione”.

Il caso ha dato giustamente vita ad una grande mobilitazione.

Domenica 25 novembre, i ragazzi de La Paranza hanno invitato i residenti e il resto della città nella Basilica di Santa Maria della Sanità, a sostegno del “Modello Sanità”. Durante l’incontro si sono alternati momenti di lettura, preghiera e musica. Hanno partecipato tutti: dalla Sanitansemble all’Orchestra dei Quartieri Spagnoli passando per i Foja. L’incontro è stato promosso dai laici e sacerdoti firmatari del Patto delle Catacombe e dalla Fondazione di Comunità San Gennaro onlus, La Paranza onlus, i Millepiedi, Officina dei Talenti, il Grillo Parlante, Nuovo Teatro Sanità, Apogeo Records, la Casa dei Cristallini, Sanitansamble, Tutti a scuola onlus, le educative territoriali e dalla rete commercianti del Rione Sanità.

“Nessuno ci toglierà il 50% di speranza”, queste le parole di don Loffredo mescolatesi alle note della musica segnando l’incontro tra due inconsumabili emozioni.