Punto esclamativo e caratteri in maiuscolo. “Adesso basta!“. Eleonora de Majo sbotta. La dimissionaria Assessora alla cultura di Napoli, dopo aver picconato su facebook Luigi De Magistris e Alessandra Clemente, riapre la propria pagina ufficiale e sposta il mirino su alcuni quotidiani locali, rei di aver pubblicato a proposito dell’inchiesta sulle presunte pressioni per l’ingresso della tifoseria nella commissione per la statua a Maradona, il contenuto di alcune intercettazioni che la vedrebbero tessere rapporti con esponenti dell’estrema destra napoletana. Secca la smentita della diretta interessata: “basta sbattere il mostro in prima pagina e costruire un titolo artatamente sensazionalista e il gioco è fatto“. Contro di lei, sarebbe in atto un “mero accanimento personale. Raccontano fatti e circostanze mai accadute“.

Ad ogni modo il punto dirimente rispetto alle indagini resta il medesimo: Eleonora de Majo non è indagata, bensì persona offesa. Il casus belli che l’ha condotta a lasciare il proprio incarico – oltre alla lontananza politica palesatasi rispetto al sindaco, che l’ha accusata di “scarsa riconoscenza” – è stata la denuncia pervenuta nei suoi confronti e del compagno Egidio Giordano, leader di Insurgencia e assessore alla Terza Municipalità, in quanto, a seguito di una perquisizione nella loro abitazione sono stati sequestrati sette razzi utilizzabili nei cortei. E ieri, nel corso dell’udienza di Riesame richiesta dagli avvocati Annalisa Senese, Alfonso Tatarano e Natalia Fuccia per la restituzione di cellulari e dispositivi, sono emerse le intercettazioni incriminate. In queste, tra l’altro, figurerebbe anche il nome di Giovanni Pagano, Assessore al lavoro, intercettato con Gennaro Grosso, ultrà del gruppo Masseria e componente della commissione per la statua. Grosso è indagato per violenza privata. In ogni caso la de Majo ribadisce la propria posizione, e non si scosta dall’unica versione dei fatti offerta fin dall’inizio della vicenda: “l’unico incontro che ho avuto con le tifoserie è stato quello che si è tenuto a Palazzo San Giacomo per condividere l’idea della commissione tecnica-popolare“.

Nel frattempo, una fetta di città, quella con la quale Eleonora de Majo si è interfacciata nell’anno di assessorato, le ha espresso vicinanza. Con una lettera, oltre trecento tra artisti gli operatori dello spettacolo hanno ringraziato l’ex delegata. Da Lello Arena, Rosaria de Cicco, il fotografo Luciano Ferrara, ai 99 Posse, Pau dei Negrita, l’attore Francesco Di Leva, Lello Serao; così come Samuel dei Subsonica, Roy Paci, Foja, Francesco di Bella, Ivan Granatino e Maria Bolignano. Tutti concordi nel “ringraziare Eleonora de Majo – recita parte della missiva – per essere stata sempre accanto al mondo della cultura in questi mesi di enorme difficoltà e per aver saputo ascoltare tutte e tutti condividendo idee, proposte e soluzioni creative nel tentativo di conciliare cultura, spettacolo, arte, pur con le grosse limitazioni imposte dalle misure anticovid. Abbiamo scoperto una giovane donna, preparata, concreta e determinata che si è fatta interprete delle difficoltà di un settore mostrando vicinanza alle nostre istanze e portandole all’attenzione del governo nazionale. Con le sue dimissioni Napoli perde una risorsa importantissima ma sappiamo che non finisce qui, e ci auguriamo possa tornare presto sulla scena politica della città“.