Ci sarebbe la mano dell’uomo all’origine del rogo che ieri ha divorato l’oasi delle Salicelle, nel comune di Capua. A denunciare l’episodio è stata la Lipu, associazione a protezione degli uccelli, che ha in gestione il parco naturale. “L’ennesima area protetta colpita dal fuoco – dicono i volontari – l’unica oasi gestita dalla Lipu in provincia di Caserta, molto importante anche per la posizione geografica sul fiume Volturno. È evidente il dolo di chi ha volutamente colpire l’oasi, che, evidentemente dà fastidio a qualcuno”.

Le fiamme hanno sprigionato fumi tossici e danneggiato la vegetazione della zona, per cui alcuni volontari e cittadini hanno richiesto l’intervento dei carabinieri della Forestale e dei vigili del fuoco per spegnere il rogo e e indagare sull’accaduto. E’ quasi certo che l’origine sia dolosa, per cui ora si indaga per risalire agli autori del grave reato.

Dal 2000 l’amministrazione provinciale di Caserta ha ritenuto opportuno istituire un’oasi di protezione della fauna selvatica, al fine di proteggere la biodiversità insita in quei luoghi, affidandola alle “ali” della Lipu Caserta. Il territorio è influenzato soprattutto dalla diga Enel del “Ponte Annibale”, che si trova poco più a valle. Durante gran parte dell’anno, le paratoie della diga sono abbassate, consentendo al corso del Volturno di poter innalzare il suo livello di circa 8 metri, allagando parte dei terreni circostanti e creando così una zona umida di 125 ettari.

Tra le specie arboree presenti all’interno dell’area sono presenti il salice rosso, il salice bianco e il pioppo. La vegetazione ripariale è contornata da una fascia a coltivi: aree destinate alla produzione di foraggio sono intervallate da colture di ortaggi, tabacco, mais, vigneti ed essenze da frutto. Molte anche le specie animali che qui hanno trovato ristoro, soprattutto uccelli, in quanto l’area costituisce una zona fondamentale per la rotta migratoria. Qui è facile incontrare il nibbio bruno, il falco pescatore, il lodolaio, che con i loro possenti artigli tagliano l’aria in cerca di prede da afferrare.