Recuperavano rifiuti ferrosi, utilizzando una ditta ”fantasma” con sede a Caserta e riciclavano i proventi ricavati su un conto corrente della banca di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini. La banda emetteva poi fatture false per oltre 2 milioni di euro da società diverse dislocate tra le province di Forlì, Ferrara e Treviso.
A scoprire il traffico di denaro i finanzieri del Comando provinciale di Rimini che hanno portato a termine ieri un’operazione di polizia economico-finanziaria, denominata ‘Black Metal’, con un sequestro preventivo «per equivalente» di beni patrimoniali, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini, Benedetta Vitolo, per un importo di circa due milioni di euro.
Le indagini, svolte dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini e coordinate dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli, hanno riguardato tre imprenditori originari della Campania. Questi avrebbero utilizzato una ditta della provincia di Caserta, intestata a uno di loro, con attività dichiarata di «commercio all’ingrosso di minerali metalliferi e metalli ferrosi» – ma che di fatto non aveva mai operato nel settore dello smaltimento dei rifiuti – per emettere fatture false e ricevere bonifici di pagamento su un conto in una banca di Bellaria Igea Marina, per 2,3 milioni