La commissione prefettizia che amministra il comune di Casal di principe dallo scorso 26 febbraio ha sospeso il servizio di distribuzione dell’acqua con autobotti alle zone non allacciate all’acquedotto e servite solo da questi pozzi, aree in cui il fenomeno dell’abuso edilizio e’ fortemente presente. La decisione e’ stata presa dopo un incontro anche con le associazioni di cittadini, considerata la difficile situazione finanziaria del Comune.
L’istituzione di un servizio di distribuzione acqua potabile era datata 28 febbraio, dopo la conferma di una ordinanza vigente dal 2011 che vietava l’uso di acqua dei pozzi privati usati da circa il 40% della popolazione perche’ inquinata. Ma a fronte della disponibilita’ di 14mila litri di acqua in tre zone della citta’ quotidianamente per 30 giorni, “la risposta e’ stata minima – spiega Silvana Riccio, prefetto che e’ commissario a Casal di principe – e stiamo valutando se andare avanti, considerato che l’ente e’ in dissesto e il sacrificio economico ha senso se c’e’ domanda. Quello dell’acqua potabile e’ un problema complesso, che viene da lontano, e lavoriamo per trovare una soluzione”. Uno dei punti da affrontare, ad esempio, spiega il prefetto, e’ quello del controllo del rispetto dell’ordinanza di divieto dell’uso dei pozzi e il controllo su eventuali allacci abusivi, dato che ha a disposizione 4 vigili urbani.
La commissione continua il suo lavoro su un territorio difficile, offrendo altri segnali della presenza dello Stato: l’ultimo, l’istituzione di una borsa di studio per ragazzi di Casale meritevoli ma senza risorse economiche in un ateneo privato di Napoli.