Enrico Caruso, uno dei più grandi tenori della storia e talento del tutto napoletano. Nato nel febbraio del 1873 nel quartiere di San Carlo all’Arena, in via Santi Giovanni e Paolo 7. Sulla sua casa natale, non messa a profitto come casa-museo, si può notare la trascurata targa commemorativa. Adiacente a questa, si trova una chiesa che porta lo stesso nome della via. In questa il tenore lanciò i suoi primi acuti. Difatti, Caruso cantò le prime volte nei cori parrocchiali. Fu nella chiesa di Sant’Anna alle Paludi, in corso Arnaldo Lucci, che il futuro tenore venne notato da Eduardo Missiano, un baritono dell’epoca. Eduardo lo presentò al maestro Guglielmo Vergine che propose di dargli lezioni in cambio del 25% dei suoi futuri guadagni. La chiamata alle armi del 1894 non ostacolò minimamente il tenore che, facendo notare ad un maggiore il suo talento, fu congedato per permettere alla sua carriera di avanzare. Caruso, dopo vari rifiuti, esordì la prima volta nel novembre dello stesso anno in un’opera di Domenico Morelli.

Susseguirono a questa una serie di esibizioni che nel giro di soli sette anni, nel 1891, lo portarono ad esibirsi nei più famosi teatri d’Italia; alla Scala di Milano e al San Carlo di Napoli. Tuttavia non si esibì mai più in Italia continuando la sua carriera negli Stati Uniti e nel Sud America. Inoltre a Caruso spetta la nomina come primo cantante ad incidere dischi ed il primo nella storia a venderne più di un milione. Negli anni a seguire conseguì svariati successi e durante una serie di spettacoli del 1920 tenutosi in America, la salute del tenore iniziò a peggiorare per una pleurite che gli fu diagnosticata solo dopo alcuni mesi. Nel dicembre dello stesso anno fu operato e trascorse un periodo di convalescenza a Sorrento. In quella stessa stanza dell’Hotel Excelsior Vittoria, Lucio Dalla, anni dopo compose il suo successo mondiale “Caruso”. Assistito dal prestigioso medico campano Giuseppe Moscati, il decesso di Enrico avvenne il 2 Agosto del 1921 all’età di 48 anni in una stanza dell’Hotel Vesuvio.