Giovedì 18 marzo, su Rai 1, Carosello Carosone: un film su Renato Carosone, con Eduardo Scarpetta e musiche curate dal maestro Bollani

‘O sarracino, Maruzzella, Tu vuò fa’ l’americano, Pigliate ‘na pastiglia, Torero, Caravan Petrol, Mambo italiano e mille altri sono i famosissimi pezzi firmati Carosone.

Per l’anagrafe Carusone, Renato Carosone è una delle figure della canzone italiana più note nel mondo, uno dei pochi ad aver avuto un successo straordinario anche negli Stati Uniti!

Carosone nasce a Napoli il 3 gennaio 1920 e muore a Roma il 20 maggio 2001. Slittato, quindi, il festeggiamento del centenario della nascita, e in occasione dei 20 dalla morte, RAI 1 lo omaggia con un tv movie.

Carosello Carosone” va in onda giovedì 18 marzo 2021, in prima serata, con la regia di Lucio Pellegrini (una produzione Groenlandia con Rai Fiction) e con musiche curate dal maestro Stefano Bollani.

Eduardo Scarpetta interpreta Renato Carosone

“Per me Carosone è un mito… mi ci sono avvicinato timidamente.” (Eduardo Scarpetta)

A dare voce e corpo a Carosone è Eduardo Scarpetta, ventisettenne trisnipote omonimo del grande commediografo; al suo fianco, Vincenzo Nemolato nel ruolo di Gegè Di Giacomo, il batterista-fantasista sempre accanto a Carosone.

Carosello Carosone” è tratto dal libro “Carosonissimo. Storie dell’americano di Napoli e dei suoi figli, nipoti e pronipoti” di Federico Vacalebre (Arcana Editore). Vacalebre, giornalista, musicologo e capo redazione Cultura e Spettacoli de “Il Mattino”, è il biografo ufficiale di Renato Carosone. Ha inoltre fondato il Premio Carosone e scritto libri, musical e documentari sul maestro, a cui ha dedicato anche delle mostre.

«Carosone cantò con leggerezza e ironia le storie del nostro Paese nelle sue composizioni realistico-surreali, mettendo insieme jazz, ritmica nordafricana, virtuosismi napoletani, pianismo e armonie strumentali. Regalandoci melodie ancora oggi inconfondibili, le più suonate, tra le italiane, nel mondo.» (F. Vacalebre)

Il film racconta Carosone dai suoi 17 anni (il diploma in piano al conservatorio di San Pietro a Majella) fino ai 39 (il ritiro dalle scene). “Decide di smettere quando lui pensa di non avere più niente da dire.” (S. Bollani)

Il suo successo culmina nel 1958, con l’esibizione col suo Sestetto alla Carnegie Hall di New York.

In “Carosello Carosone”, però, non si vedrà solo l’artista ma anche l’uomo; il suo incontro, ad Asmara, con Lita Levidi (interpretata da Ludovica Martino), ballerina di spicco di origini veneziane, di cui si innamora.

“Uno spirito libero che capisce subito che il suo linguaggio è quello della musica.” (Stefano Bollani)

Le musiche del film, ovviamente fondamentali, sono state curate da Stefano Bollani.

«Stefano Bollani ha sposato il progetto con entusiasmo, si è divertito a incidere tante canzoni del repertorio di Carosone, si è inventato le sue brillanti composizioni giovanili, ha creato una colonna sonora molto ispirata, che accompagna il film in un immaginario che abbiamo condiviso con entusiasmo.» (il regista Lucio Pellegrini)

«La creazione della colonna sonora che accompagna e puntella Carosello Carosone è stata per me un viaggio dove l’improvvisazione nasce da ricordi di un mondo che sento di conoscere bene attraverso i racconti musicali unici di Carosone. Ma se nella creazione della colonna sonora ci siamo concessi la possibilità di reinterpretare un mondo e delle atmosfere, all’interno del racconto siamo volutamente restati fedeli alle partiture, perché i brani di Carosone, i suoi arrangiamenti sono per me e per tutti dei piccoli gioielli intoccabili. Non serve aggiungere nulla, vanno suonati. Così come sono.» (Stefano Bollani)

Bollani, tra l’altro, ha avuto occasione di raccontare che Renato Carosone è entrato nella sua vita di bambino, “illuminandola”. A tal punto che gli scrisse una lettera e gliela spedì; insieme alla lettera, una cassetta su cui aveva registrato le canzoni del maestro suonate e cantate da lui, solo un undicenne pianista ancora da formare. La risposta di Carosone, del tutto inaspettata, fu: “Qualsiasi cosa tu voglia fare nel campo della musica, studia il Blues che è alla base di tutto”. Questo fu il consiglio prezioso che Bollani seguì.

«Con le musiche che ho creato per questo film, ho voluto rendere omaggio a quel suo mondo a me tanto caro, a quel fermento culturale della sua Napoli degli anni ‘50, con quei colori e quei profumi che, in qualche modo, mi porto addosso da sempre.» (S. Bollani)

Carosello Carosone” è anche il titolo del primo album di Renato Carosone e il suo Quartetto, pubblicato il 14 dicembre 1954.

Buona visione!

L’immagine di copertina è del sito dell’Ufficio Stampa RAI