Il 12 ottobre 2019 moriva Carlo Croccolo: un breve ricordo a lui dedicato, grazie anche alle parole della moglie Daniela Cenciotti

«Uno dei motivi del mio Amore per Carlo

era innanzitutto la stima per lui come attore.»

«Mi scalda il cuore verificare che tanta gente si sia ricordata che oggi è un anno…», così inizia una brevissima chiacchierata con Daniela Cenciotti – anche lei attrice e regista – moglie, compagna di vita per circa 30 anni di Carlo Croccolo.

Esattamente un anno fa, infatti, perdevamo questo attore di speciale talento: nato a Napoli nel ’27, Croccolo ci ha lasciati il 12 ottobre 2019 all’età di 92 anni, dopo aver lavorato per un’intera vita come attore di teatro, di cinema e di TV, come doppiatore e come regista. È apparso in oltre cento film; spessissimo è stato al fianco del mitico Totò, del quale non era semplicemente una spalla, e di Eduardo De Filippo. Lo ricordiamo in 47 morto che parla, come maggiordomo Camillo in Totò lascia o raddoppia? o nel ruolo di Battista in Signori si nasce. Nel 1989 ha vinto il David di Donatello per la sua interpretazione di ‘O re. Il suo straordinario impegno è stato anche come doppiatore, dando l’indimenticabile voce italiana a Oliver Hardy (al posto di Alberto Sordi) e poi doppiando sia Stanlio che Ollio. Inoltre è stato la voce dello stesso Totò e in qualche caso di Vittorio De Sica – il famoso «Capurro!» nella celebre scena finale della stazione de I due marescialli.

In teatro, invece, con la regia di Giorgio Strehler, ha recitato ne La grande magia di Eduardo De Filippo e nelle commedie di Garinei e Giovannini Rinaldo in campo (nell’edizione del 1987 con Massimo Ranieri) e in Aggiungi un posto a tavola con Johnny Dorelli nell’edizione del 1990.

Per oltre 25 anni ha vissuto con la moglie Daniela a Castel Volturno, in provincia di Caserta, scelta per assecondare una delle sue grandi passioni, ovvero la pesca. E dal sindaco del Comune di Castel Volturno ha ricevuto, in occasione dei suoi 90 anni, le chiavi della città. Quel giorno Croccolo dichiarò: “Li ho pagati a caro prezzo i miei 90 anni di attore. I miei anni dati al cinema e al teatro sono stati di passione sì, ma come Gesù Cristo, perché non ho avuto molti riconoscimenti e quelli che ho avuti, me li hanno fatti pagare tantissimo”.

«È vero che gliel’hanno fatti pagare…», conferma la Cenciotti, «forse perché ha avuto successo molto giovane ed è riuscito a mantenere costantemente la sua fama – e dunque sì, l’ha scontato fino alla fine. Il suo successo sembrava ottenuto con leggerezza, e invece lui era un uomo che studiava molto, che si preparava, sempre preoccupato di essere all’altezza di se stesso, perché doveva mantenere un suo personale standard. Il pubblico invece, ed è stato un pubblico di tutte le età e di tutte le estrazioni, lo ha amato profondamente.»

«Cosa dice il tuo cuore, oggi

«Non pensavo che potesse mancarmi ancora tanto… Quanto lo ricordo in tutte le piccole cose che facevamo insieme, le sciocchezze, i nostri giochi nel quotidiano! In questo periodo mi ritorna in mente quando io, patita degli smalti e dei colori più improponibili, mi dipingevo le unghie e gliele mostravo. Lui, regolarmente, dapprima buttava un occhio distrattamente, poi, capendo che lo sollecitavo in una reazione, mi guardava in viso e faceva “Nooooo!”, col suo più tenero modo di prendermi in giro

Luciana Pennino

Nella foto di copertina: Carlo Croccolo e Daniela Cenciotti in uno scatto del fotografo Giovanni Izzo (diffusione autorizzata dalla Cenciotti)