“I bambini avevano rotto la sponda del lettino appena comprato”. Con questa dichiarazione Tony Essobdi Bedr, 24 anni,avrebbe spiegato il perché di tanta violenza sui due fratellini di Cardito, figli della compagna. Giuseppe è morto così in una domenica normale, in una famiglia normale, almeno in apparenza. La sorellina del piccolo massacrato, rimane ricoverata al Santobono stretta sorvegliata sanitaria, mentre illesa è la figlia di 4 anni avuta dalla coppia.   

Tony avrebbe poi spiegato agli inquirenti che lo hanno interrogato di aver colpito i bimbi con pugni e calci, ma non con la mazza di una scopa, come trapelato subito dopo l’assassinio. Il 24enne si sarebbe limitato, sempre secondo le sue ammissioni, a rompere la scopa in un attimo di rabbia.

Sulla pagina Facebook di Tony gli insulti non si fermano, in molti commentano un post che l’uomo aveva pubblicato tempo fa nel quale si diceva “orgoglioso di essere un ottimo padre presente”.

Ora Essobdi Bedr dovrà rispondere delle accuse, pesantissime, di omicidio volontario aggravato e tentato omicidio. Gli investigatori in queste ore stanno cercando di far luce su tutti gli aspetti di quella domenica di follia, a partire dal ruolo che la madre dei bimbi, compagna dell’uomo, avrebbe avuto nella vicenda.