Caravaggio Completo

Allontanandomi dalla stazione, ho attraversato la stretta medievale Via dei Tribunali, terrorizzato dai camion e ciclomotori, e sono passato davanti a bancarelle cariche del cibo più economico e migliore in Italia. Gli edifici nel cuore antico di Napoli sono anneriti sembrando minacciosi.

Caravaggio-Pio Monte della Misericordia

 I medici dell’ex ospedale della Pace amministravano fino a pochi anni fa’ la stessa carità verso i poveri di Napoli che è stata dispensata da questa istituzione cattolica, Pio Monte della Misericordia – Monte Santo della Misericordia – dal 16 ° secolo. Trovo una scala e la seguo verso l’alto, trasformandosi poi in un corridoio grigio. Non sembra che Il Caravaggio sia qui.

Questa è una città che ha sempre vissuto sulla preghiera. Un monumento fantastico, una sorta di guglia con una cascata con putti, e curve svolazzanti sorge proprio di fronte, e commemora la salvezza di Napoli da una eruzione del Vesuvio grazie all’intervento miracoloso di San Gennaro nel 1631. Suppongo che se si vive sotto il vulcano più pericoloso d’Europa si deve credere nei miracoli. I negozi di Napoli vendono delle piccole tavole dipinte che mostrano Cristo che riscatta i peccatori dalle fiamme rosse dell’inferno.

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Entrando nella chiesa accanto, ho finalmente raggiunto il posto dove è situato il quadro che Caravaggio dipinse per il Sacro Monte della Misericordia nel 1606-7.   Il dipinto – quasi 4 m di altezza, è un lavoro sconcertante; un dipinto per Napoli se mai ce ne fu uno, una visione di misericordia e di carità in azione, non in qualche immaginaria Terra Santa, ma per le strade della città.

Caravaggio amava dipingere le strade – le vere, polverose, strade buie di Roma e Napoli, all’inizio del 17 ° secolo. Porte in penombra con architravi consumate, finestre quadrate coperte da grate in ferro, porte di accesso su cortili oscuri, sale interne con pareti nude e uomini chini ai tavoli grezzi. Le Sette Opere di Misericordia è il più ambizioso di tutti i suoi quadri di strada. Ritrae palpabilmente all’angolo di una strada di Napoli di notte, con un uomo che porta una fiaccola che illumina la via stretta dietro di lui, e la folla di persone benevole che prendono posizione contro la povertà, la crudeltà e il male. Un uomo anziano mette la faccia attraverso la griglia metallica sulla finestra in primo piano a destra. Una giovane donna –  può essere che stia facendo questo? E’ la parte del dipinto che desta più sorpresa. Con perfetto il naturalismo, Caravaggio le fa  dare il suo seno al vecchio a succhiare.

La scena viene da una antica storia romana in cui la figlia di un uomo imprigionato allatta il padre – un esempio di pietà filiale. Ma Caravaggio non include alcuna prova che l’uomo e la donna sono familiari. La sua generosità sembra cosi’, in fondo, più disperatamente umana.

Così fa l’uomo accanto a lei che sta trasportando un cadavere per essere sepolto. Si possono solo visualizzare i piedi pallidi del cadavere alla luce delle fiaccole, che spuntano da sotto un sudario. In tempi di peste nella vecchia Europa, o dopo le battaglie, i corpi potevano giacere insepolti. Il novelliere del primo Rinascimento, Boccaccio, ha descritto gli orrori della peste in Italia; le persone non andavano a visitare o aiutare i malati, evitavano e tradivano anche le loro mogli o mariti. La comunità falliva; il collettivo si disintegrava. Nella danza folcloristica della Morte, il ricco, il povero e il re tutti stanno soli davanti alla morte. Nella pittura di Caravaggio, non siamo soli, se abbiamo compassione per l’altro – Misericordia.

Il mistero è che non tutte le persone in questo quadro sembrano tipi misericordiosi. La donna che allatta il prigioniero, certamente; l’uomo con i paramenti del sacerdote; anche l’operaio che porta il corpo. Ma chi sono gli uomini ben vestiti e armati, che si riuniscono come se fossero fuori una locanda? Portano i cappelli piumati e guanti in pelle da cavalieri; hanno un aspetto molto duro. Eppure compiono atti di gentilezza. Più drammaticamente, uno di loro estrae la sua spada – non per uccidere il mendicante che è steso nudo ai suoi piedi, ma per tagliare il suo mantello in due e dare la metà di questo ad uomo che chiama fratello.

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Anche in questo caso, si tratta di un antico emblema di carità, di tagliare il proprio mantello a metà e condividerlo con un mendicante. Era folcloristico e universale in Europa, e ancora in corso in St Petersburg nel 1866, quando un personaggio progressista in Delitto e castigo di Dostoevskij rivela la sua insensibilità denunciando la follia di tagliare il proprio mantello. Si tratta di una immagine della carità – ma nel dipinto quello che si vede è il lampo di una lama di spada di acciaio sottile nella notte, scintillante come la luna. Questa è una confessione personale, un indizio per l’anima di un uomo.

Le Sette Opere di Misericordia fu dipinta come una penitenza, come se Michelangelo Merisi da Caravaggio avesse cercato di guadagnarsi la salvezza nella strada.

L’indizio è la spada che lampeggia nella notte. Questa spada fa il bene; taglia un mantello a metà per vestire i poveri. Ma solo pochi mesi prima di cominciare questo quadro, Caravaggio ha usato la spada per uso meno generoso.

Pio Monte Misericordia

The Complete Caravaggio

On the walk from the station, I come through narrow medieval Via dei Tribunali, terrorised by trucks and mopeds, past street stalls laden with the cheapest and best food in Italy. The buildings in the old heart of Naples are blackened, close, menacing.

The doctors used to ministerin the close hospital delle Pace the same charity to the poor of Naples that has been dispensed by this Catholic institution, Pio Monte della Misericordia – Holy Mountain of Mercy – since the 16th century. I find a staircase and follow it upward, turning into a grey corridor. It doesn’t look like Il Caravaggio is this way.

This is a city that has always lived on prayer. A fantastical monument, a sort of spire cascading with cherubs and curvy flourishes, rises just across the street, commemorating the salvation of Naples from an eruption of Vesuvius by the miraculous intervention of San Gennaro in 1631. I suppose if you live under Europe’s most dangerous volcano you have to believe in miracles. Shops in Naples sell little painted tableaux that show Christ redeeming sinners from the red flames of hell itself.

Entering the church next door, I finally reach the location of the altarpiece that Caravaggio painted for the Holy Mountain of Mercy in 1606-7. Inside, the painting – nearly 4m-tall. It is a staggering work; a painting for Naples if ever there was one, a vision of mercy and charity acted out, not in some imagined Holy Land, but in the streets.

Caravaggio loved to paint streets – the real, dusty, dark streets of Rome and Naples at the beginning of the 17th century. Shadowy doorways with worn lintels, square windows covered by iron grilles, gates leading into obscure courtyards, inner rooms with bare walls and men hunched at rough tables. The Seven Works of Mercy is the most ambitious of all his street pictures. It palpably portrays a Neapolitan street corner at night, with a man bearing a torch that illuminates the narrow way behind him and the crowd of benevolent people making their stand against poverty, cruelty and evil. An old man puts his face to the metal grille on the window in the right foreground. A young woman is – can she be doing that? It is the painting’s great double-take. With perfect naturalism, Caravaggio makes her give her breast to the old man to suckle.

The scene comes from an ancient Roman story in which the daughter of an imprisoned man breast-fed her father – an instance of filial piety. But Caravaggio includes no evidence that man and woman are related. Her generosity seems more basically and desperately human.

So does that of the man beside her who is carrying a dead body to be buried. You can just see the corpse’s pale feet by torchlight, poking out from under a shroud. In times of plague in old Europe, or after battles, bodies might lie unburied. The early Renaissance story-teller Boccaccio described the horrors of the Black Death in Italy; people failed to visit or help the sick, they avoided and betrayed even their own wives or husbands. Community failed; the collective disintegrated. In the folkloric Dance of Death, the rich man, the poor man and the king all stand alone before Death. In Caravaggio’s painting we are not alone, if we have compassion for one another; Misericordia.

The mystery is, not all the people in this painting look like merciful types. The woman breast-feeding the prisoner, sure; the man in priest’s vestments; even the labourer carrying the body. But who are the well-dressed and armed men who congregate as if outside an inn? They wear the feathered hats and leather gloves of cavaliers; there is something very hard about them. Yet they perform acts of kindness, too. Most dramatically, one draws his sword – not to kill the beggar who sprawls naked at his feet but to cut his own cloak in two and present half to this man he calls brother.

Again, it’s an ancient emblem of charity, to cut your own cloak in half and share it with a beggar. It was folkloric and universal in Europe, and still current in St Petersburg in 1866, when a supposed progressive character in Dostoevsky’s Crime and Punishment reveals his heartlessness by denouncing the folly of cutting up your own cloak. It is an image of charity – yet in the painting what you see is the flash of a sword blade in the night, slender steel glinting like the moon. This is a personal confession, a clue to a man’s soul.

The Seven Works of Mercy was painted as a penance, as Michelangelo Merisi da Caravaggio tried to earn his salvation in the street.

The clue is the sword that flashes in the night. This sword does good; it cuts a cloak in half to clothe the poor. But only months before he began this painting, Caravaggio put a sword to less generous use.

The Guardian

Traduzione

Simona Caruso