Palazzo Zevallos Stigliano di via Toledo non ospiterà più i preziosi dipinti parte delle sale napoletane di gallerie d’Italia, tra questi il “Martirio di Sant’Orsola“, l’ultimo capolavoro del Caravaggio. Ma ora tutte queste opere lasceranno entro un anno il celebre Palazzo nobiliare. Il museo di Intesa Sanpaolo con i suoi capolavori traslocherà infatti nell’adiacente edificio del Banco di Napoli, che sarà appropriatamente ristrutturato per ospitare le opere.

La collezione di palazzo Zevallos, che piace molto ai napoletani, ospita inoltre splendide opere di Gaspar van Wittel e degli artisti della Scuola di Posillipo, le antiche vedute della città con le ricche sezioni dedicate al Seicento, Settecento e Ottocento, per non parlare dell’area, dedicata al maestro Vincenzo Gemito. Numerose le mostre negli ultimi anni, da quelle su Ribera e Van Dick, ai “Musici” di Caravaggio e al “Compianto sul Cristo morto” di Botticelli (le ultime due per l’iniziativa “L’ospite illustre”), fino al bell’allestimento inaugurato qualche giorno fa, “Berlin 1989” a cura di Luca Beatrice.

Palazzo Zevallos invece, con buone probabilità, diventerà la sede principale della Scuola superiore meridionale, la Scuola internazionale di alta formazione e ricerca della Federico II e pronta a dare il via al suo primo anno di attività.

Il trasferimento del museo è stata una sorpresa per tutti, considerando che è uno dei luoghi d’arte più amati della città, visitato da oltre 200 mila persone l’anno. La causa di questo spostamento sono i sostanziali lavori di adeguamento alle norme di sicurezza di cui lo stabile, sia pure, perfetto sul piano architettonico ed espositivo, ha bisogno. Così la Banca Intesa ha deciso di trasferirsi dall’edificio di cui è affittuaria fino al 2020, spostandosi in un luogo di sua proprietà, il Palazzo Piacentini, a pochi metri, al civico 177 di Toledo. D’altro canto i necessari lavori di ristrutturazione non spaventano l’ateneo napoletano anche grazie agli 80 milioni di euro in 5 anni che il governo ha concesso all’università.

Nonostante l’interesse della Federico II, che però non é ancora sicuro al 100%, non mancano i timori sul futuro di Palazzo Zevallos (tra centri commerciali e iniziative imprenditoriali di questo genere). L’edificio, ex proprietà di Banca Commerciale italiana, fu adattato a filiale ad inizio Novecento. Si può ancora vedere nell’atrio il raffinato bancone in legno, su cui si specchia il soffitto liberty che chiude l’antico cortile. L’immobile, di proprietà di Banca Intesa è stato poi venduto, ma Banca Intesa ne è rimasta a lungo affittuaria. Nel 2007 è stata inaugurata la sede museale di Gallerie d’Italia che ha visto un  crescente successo di visitatori.