La vicenda, che ha dell’incredibile, è avvenuta oggi al porto di Napoli. La protagonista è una paziente oncologica che doveva fare ritorna a Capri, dove risiede, ma la compagnia di navigazione Caremar ha vietato all’autoambulanza che avrebbe dovuto accompagnarla, il regolare imbarco. Nessun problema, invece, era stato riscontrato nel viaggio di andata da Capri a Napoli.
La donna è stata così costretta a salire a bordo del traghetto su di una sedia a rotelle dopo aver sostato al porto di Calata di Massa per ore prima di ripartire,finalmente, con il traghetto delle 17.25. La paziente, dopo essersi sottoposta alle terapie oncologiche, non ha potuto far altro che adeguarsi alle regole. “Stamattina – ha riferito il figlio della donna – mia madre è riuscita a salire con la sedia a rotelle nell’area destinata ai passeggeri sul traghetto, ma dopo la terapia proprio non ce la fa”.
Le compagnie di navigazione del Golfo hanno annunciato da giorni di voler applicare rigorosamente le normative nazionali che impediscono di tenere passeggeri durante le traversate nelle stive riservate ai veicoli, norma che a loro avviso impedisce anche di far salire nei garage dei traghetti ambulanze con persone a bordo.
L’ambulanza, della Croce Azzurra di Padre Pio, è rimasta ferma per ore sul molo dello scalo napoletano mentre il sindaco di Capri ha messo in moto un’unità di crisi, comunicando l’episodio a tutte le autorità, tra cui il Prefetto e gli Uffici dell’Ammiragliato. “Siamo un’isola infelice – ha commentato il sindaco di Capri Marino Lembo – perché è assurdo non poter garantire ai nostri cittadini il diritto alla mobilità e alla salute. Bisogna trovare una soluzione definitiva che non ci discrimini”.