” Fa che sia il tuo cuore a scegliere una meta e la tua mente a cercare il modo per raggiungerla”.

E’ stato questo l’incipit che ha spinto Luca Di Leva – proprietario de L’Ebbrezza di Noè – a riportare a Napoli un vino che ha la capacità  di valicare i confini del gusto, Capo di Stato di Venegazzù.

La meta di Luca è legata ad un incontro che desiderava da anni, il suo intento è trascorrere una serata con il suo vecchio amico Attilio Coscia – proprietario di Vinarium – e con il produttore Lorenzo Palla – che nel 1972 ha comprato l’azienda del Conte Loredan Gasparini.

“Ho voglia di ritornare a bere Capo di Stato in compagnia di Attilio come ai vecchi tempi” – Luca di Leva.

 Un confronto tra amici dove il valore del rispetto, ha reso indissolubile il legame nel tempo.

Niente compromessi o mezze misure: tutti devono esserci.

Fabio Oppo, rivenditore dei vini dell’azienda Loredan Gasparini, entusiasta organizza l’incontro.

Galeotta è stata la cena organizzata  a L’Ebbrezza di Noè: piatti raffinati ed equilibrati abbinati ai vini dell’azienda Loredan Gasaprini e agli Champagne Jean Michel.

Bisogna mettere alla porta ogni pregiudizio e lasciarsi guidare dal senso che Luca ha intenzione di dare alla serata – bere Capo di Stato con un vecchio amico e il produttore, perché è uno di quei vini che rompe le abitudini e sfida le regole conformi del nostro gusto.

Capo di Stato rimane un vino un po fuori dal tempo, frutto di una vigna del 1946 dove sono stati salvati dei vecchi cloni unici nel loro genere di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Malbec.

Tre annate 1997 – 2006 – 2011.
Luca ci ha condotto fuori gli schemi classici di degustazione; contemplare il vino nella sua storia partendo dall’annata 2006 poi la 2011 ed infine la 1997.
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Non nego che mi sono esaltata ad aprire quella nuova via, una nuova esperienza con la capacità di non intimorirmi.
L’annata 2006 abbinato splendidamente al piatto guancette di vitello brasate, con sformatino di friarielli e patate croccanti.
Vino maturo, di carattere che mantiene grande freschezza, bella beva.

Poi siamo tornati all’ultima annata in commercio, la 2011.

Si presenta con maggior ricchezza e spessore, frutto di una vendemmia molto scarsa dal punto di vista quantitativo; a seguito della grandinata del 2010 dove infatti il vino non è stato prodotto.

Abbiamo concluso la piccola verticale con il 1997, che è un’annata che ha sempre destato molto interesse.
Profilo fresco e  tensione gustativa che supera di gran lunga quella delle annate precedentemente degustate.
Un’annata dove si esprime a pieno il territorio di Venegazzù, che porta anche nel bicchiere dei sentori ferrosi.
Bere Capo di Stato è un esperienza unica, indimenticabile.
Occorre avvicinarsi con la mente libera da ostacoli; occorre frequentarlo senza paura, coscienti che offrirsi al suo rosso sia una fortuna.
“Credo abbia mostrato come riesce a dimostrarsi un bordolese molto originale, non vino muscoloso, ma molto profondo e teso” – Lorenzo Palla.
Le ultime due annate sono state abbinate ai formaggi e salumi di Ruvo del Monte.
La cena però ha avuto anche una prima parte con abbinamenti ai piatti della cucina di casa – Ebbrezza di Noè – di Campagne Jean Michel.
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All’antipasto freddo carpaccio di tonno su insalata di melograno e mandorle caramellate è stato abbinato lo Champagne Carte Blanche di Jean Michel.
Senza annata, 50% Pinot Meunier, 40% Chardonnay 10% Pinot Nero.
Grande freschezza e piacevolezza, ottimo anche l’abbinamento.
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All’antipasto caldo variazione di gambero  è  stato abbinato lo Champagne Blanc de Meunier 2009.
Meunier in purezza, molto fruttato, intenso , ancora con molta materia fresca, promettente per il futuro.
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Sorpresa invece dell’abbinamento al primo piatto, gnocchi di pane con pesce spada, melanzane affumicate e crema di pomodorini gialli, con la degustazione di Champagne Cuvée Speciale Rosé 2006, 1/3 Chardonnay 1/3 Pinot Meunier 1/3 Pinot Noir.
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Uno Champagne della vecchia tradizione della zona, con macerazione prolungata sulle bucce.
Colore molto intenso, con bellissimi sentori di frutta rossa.
Consiglio una degustazione alla ceca per scoprire davvero l’intensità dei profumi e delle sfumature al palato.
La serata si è conclusa con la degustazione dei panettoni artigianali del Forno Guarino.- Mirabella Eclano –   e del Cognac XO De Luxe.
Presente Laura Guarino.
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” Il vino è un essere vivente….Una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita, è in constante evoluzione, acquista complessità” –  dal film  Sideways
Romina Sodano
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A proposito dell'autore

Romina Sodano

Esperta enogastronomica, docente, pubblicista, conduttrice, video reporter, sommelier e assaggiatrice ONAF. Titoli professionali conseguiti a Roma, Verona e Milano, in pasticceria, panificazione, lievitazione e cioccolateria . Laurea in Economia Aziendale e gestione delle imprese, innamorata del Marketing. Project Manager Napoliprogress adv. PR Discepoli di Auguste Escoffier. CEO di Le stanze della cultura S.a.s di Romina Sodano & Co. "Sono una ribellione alla statistica, i numeri non possono definirmi e la letteratura non osa raccontarmi." La mia passione? La natura che fa il suo corso. Il territorio ci identifica in ciò che siamo!

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