Si arricchisce di un ulteriore episodio la vicenda delle multe cadute a pioggia su tanti cittadini napoletani del centro storico. Lavoratori, residenti, riders e commercianti si sono riuniti questa mattina attorno alle 10 davanti Palazzo San Giacomo, muniti di mascherina e a distanza di sicurezza, per aprire un tavolo di confronto diretto con l’amministrazione. Ad organizzare il presidio Potere al Popolo e una delegazione del gruppo facebook “Contestazione multe ztl centro storico”, che hanno chiesto di redigere “l’atto che annulli tutte le multe, o una soluzione per quelle già notificate e bloccare quelle non ancora notificate” e soprattutto, “tempi certi e concreti“.

E verso le 12 arriva il tanto atteso incontro con il Comune: il vicesindaco Enrico Panini e l’assessore Alessandra Clemente accolgono i manifestanti. “Non siamo affatto soddisfatti – dice a margine Roberta Ricciardi, organizzatrice del sit-in per Potere al Popolo – il sindaco ha dato false speranze, anche se per legge purtroppo le cose stanno come si è detto all’incontro. Sono strade vagliate ma non percorribili in diritto. Dunque se da un lato sembra spuntare una luce in fondo al tunnel per i residenti, in quanto “per le multe già notificate bisogna procedere per via ordinaria e cioè impugnare. Per quelle non notificate ancora il comune ha individuato le categorie su cui procederà a bloccare le multe , che sono residenti, commercianti, lavoratori, riders purché si registrino nel portale comunale“; dall’altro tremano i non residenti, per i quali, conclude l’attivista, “la situazione è molto difficile da risolvere e non saranno bloccate le notifiche“. Settimana prossima ci sarà in tutti i casi un nuovo confronto con Panini e Clemente, utile a sviscerare ulteriormente gli aspetti tecnici della vicenda.

Va ricordato, che nonostante l’impegno preso dal sindaco De Magistris in diretta televisiva qualche settimana fa, e le conseguenti delibere di Giunta per annullare le sanzioni arrivate dal 6 giugno fino a settembre, le buste verdi continuano ad arrivare copiose nella buca delle lettere di chi ha transitato nelle aree pedonali incriminate. Il motivo è semplice: i provvedimenti adottati hanno impresso un mero indirizzo politico, delegando agli uffici competenti la presa in carico delle singole multe, provocate secondo i cittadini da segnaletica non adeguata, aggiustata in fretta e furia, e una comunicazione inefficace. “Per la fine dell’anno avremo completato l’iter che comprenderà anche il rimborso di chi ha già pagato” aveva dichiarato il sindaco qualche settimana fa, ma la scadenza dei termini per un eventuale ricorso si avvicina, e a regnare è l’incertezza su cosa fare: aspettare l’annullamento o procedere?

Intanto, l’eco della vicenda è arrivato anche in Consiglio Comunale. I consiglieri 5 Stelle Matteo Brambilla e Marta Matano hanno inoltrato un’interrogazione a De Magistris e all’assessore Clemente per sapere “entro quale termine intendono procedere alla revoca di tutti gli atti – presupposti e successivi – che hanno dato luogo alla elevazione delle contravvenzioni sollevate ai cittadini che, pure avevano diritto di poter attraversare le aree pedonali provvisorie di cui alle DGC 169/2020, 331 e 332 del 2020;- entro quale termine intendono procedere – in virtù della revoca degli atti – all’annullamento di tutte le contravvenzioni elevate a seguito dei provvedimenti segnalati;- come intendono procedere, nei casi in cui i cittadini hanno proposto ricorso al Giudice di Pace, a fronte di eventuali – sebbene remote – condanne alle spese“. E sul timore che i non residenti possano essere esautorati dall’annullamento: “se si percepisce che sono tagliati fuori i non residenti, lo ribadiremo all’amministrazione. Qui è stato fatto un errore e il comune deve rimediare con tutti” ancora Brambilla.

Ancora più chiaro il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Santoro, che al netto dell’ovvia opposizione politica, mette in luce il paradosso giuridico e avverte i cittadini intenzionati a ricorrere: “il problema più grosso -spiega il coordinatore cittadino di Giorgia Meloni – è che anche chi presenta ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace (in questo caso pagando anche le spese) non ha alcuna certezza di ottenere l’annullamento, perchè formalmente i verbali sono corretti, in quanto la delibera di istituzione delle aree pedonali provvisorie non è mai stata annullata. Non si può annullare un verbale in autotutela se formalmente è corretto. Va prima annullata in autotutela la delibera di istituzione delle aree pedonali provvisorie“.