Surreale quello che è accaduto ieri sera dopo la gara pareggiata contro il Salisburgo, in Champions League; i calciatori del Napoli in barba alle direttive imposte dal presidente De Laurentiis hanno agito in assoluta autonomia recandosi nelle proprie abitazioni anziché raggiungere Castelvolturno. Stupore da parte degli addetti ai lavori, i giornalisti assolutamente presi in contropiede non sapevano dare spiegazioni ed è iniziato un susseguirsi di notizie vere o presunte. Pare che il leader della sommossa sia stato Allan il quale ha affrontato Edo De Laurentiis (il padre aveva già lasciato il San Paolo) a muso duro comunicandone la decisione.

Intanto poco prima delle 15 è arrivato il tanto atteso primo comunicato ufficiale della società, poche parole ma forti e chiare: intanto la stessa si tutelerà attraverso gli organi competenti per tutelare i propri interessi di immagine e patrimoniali. Ma quella che è significativa è la presa di posizione nei confronti di Carlo Ancelotti individuato come responsabile della decisione e quindi del rispetto del ritiro. Infine scontata è arrivata anche la decisione dell’obbligo di silenzio stampa da parte dei tesserati fino a data da destinarsi.

Da qui davvero si aprono clamorosi scenari e sembra ci sia spazio per qualsiasi colpo a sorpresa; non sembra più una ipotesi campata in aria il divorzio dal pluridecorato allenatore emiliano. Certo è che trattasi di situazione davvero critica, caotica, ma al di là dei punti di vista è chiaro che il comportamento dei giocatori (lavoratori dipendenti, ricordiamolo!) non è assolutamente giustificabile.

Sabato c’è il Genoa e dalla partita con i grifoni la squadra azzurra affronterà la responsabilità di un’azione, quella dell’ammutinamento, per nulla andata a genio alla tifoseria partenopea. Proprio per questo, permettetemi una postilla, la decisione è apparsa quantomeno rischiosa e non so fino a che punto intelligente: nonostante i risultati non esaltanti e sicuramente al di sotto delle aspettative la torcida napoletana aveva sostenuto i calciatori coccolandoli oltremodo. Cosa accadrà al primo errore in campo? Come reagiranno i tifosi se oseranno vedere un impegno non all’altezza? E per cosa? Per un paio di notti in un albergo di lusso anziché davanti alla Playstation a casa con moglie e figli? Ah, vecchio calcio di una volta…