In centinaia questa mattina hanno sfidato il freddo e il gelo dell’Irpinia per arrivare al santuario in cima al monte, a 1.400 metri fino a raggiungere la sommità del Partenio. Sono i femminielli, i travestiti adepti della Madonna Nera che il 2 febbraio di ogni anno festeggiano la Candelora, arrampicandosi fino alla sommità del Partenio. L’ascesa verso il santuario è una festa di canti, balli e travestimenti al suono di nacchere e tammorre. Protagonisti della festa i femminielli appunto, devoti alla Mamma Schiavona che nel 1200, si narra, salvò una coppia di giovani omosessuali cacciati dalla città e incatenati sul monte. Durante la festa degustazioni di prodotti tipici della zona. Molti secoli prima di Cristo a salire quassù erano i Coribanti, i preti eunuchi di Cibele, la grande madre nera, simbolo femminile della natura. Il suo tempio sorgeva proprio dove adesso c’è il santuario mariano. I sacerdoti si eviravano ritualmente per offrire il loro sesso in dono alla dea e rinascere con una nuova identità.
La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna, considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.