Come in un film dal finale scontato, Vincenzo De Luca conferma ciò che tutti i cittadini presumevano: la Campania a breve si tingerà di rosso. “Urgono misure eccezionali – dice in diretta facebook – è del tutto evidente, siamo arrivati alla terza ondata in Italia. In regione, da oltre una settimana registriamo sui 2500 nuovi postivi al giorno“. Una sentenza: “il livello di contagio non si può più reggere. Abbiamo già oggi un appesantimento della situazione negli ospedali, in particolare al Cardarelli“.

Per il governatore, sarebbero stati tre i fattori decisivi per l’ennesima diffusione incontrollata di Covid: l’inoperosità di alcuni primi cittadini – lapalissiano un sottinteso riferimento a Luigi De Magistris – la mancanza di sorveglianza territoriale, e comportamenti sconsiderati da parte delle persone. “Avevamo le spiagge gremite, sembrava ferragosto nell’assoluta mancanza di controllo – ammonisce con tono accusatorio De Luca, che poi punta il dito contro – alcuni sindaci di grandi città che non hanno fatto niente. Anzi fino a qualche giorno fa incentivavano aperture serali senza esercitare alcuna forma di controllo“.

L’altro fronte delicato, indifferibilmente legato al virus, è il vaccino. Qui il governatore fa presente che persisterebbe ancora uno squilibrio nella distribuzione delle dosi su scala regionale. “Sono state consegnate alla Campania 534mila dosi all’Emilia 559mila, l’Emilia ha 1,3 milioni di abitanti in meno della Campania; il Lazio ha la stessa popolazione della Campania e ha quasi 100mila dosi in più della Campania, 630mila; il Veneto 543mila, 10mila più della Campania con 900mila abitanti in meno; la Lombardia 1 milione 77mila dosi, più del doppio della Campania con il 40 per cento di popolazione in più“. E sia ai ministri del neonato governo, che a Conferenza delle Regioni e neo commissario alla gestione dell’emergenza, sarebbe stato fatto presente, di nuovo, la mancanza di un criterio oggettivo nella ripartizione. Non contento, De Luca rilancia, e annuncia il vaccino campano: “ci sono aziende che producono farmaci che possono attrezzarsi con l’aiuto della Regione. E’ una operazione che richiederà non meno di 4 mesi dal momento della stipula dell’accordo. Vogliamo investire alcune decine di milioni di euro per la conversione aziendale“.

Inoltre, negli ultimi giorni tiene banco pure la questione elezioni, rinviate da Roma al mese di ottobre. De Luca non ci sta, e al solito non le manda a dire. “Il governo ha assunto una decisione sbagliata, grave e irresponsabile spostando la data delle amministrative. È una tornata elettorale importante, milioni di cittadini saranno chiamati al voto per una tornata che prevede i ballottaggi. Stanno pensando di far votare il 4 ottobre, il che significa presentare le liste il 4 settembre. L’unica finestra tranquilla sarebbe quella compresa tra fine giugno e la prima decade di luglio. Ancora una volta – chiosa – quelli che dovrebbero essere mesi dedicati solo alla scuola vedranno una totale distrazione delle istituzioni rispetto al problema della scuola“.