Fino a ieri sera si era parlato della probabilità di chiudere la Campania poi l’annuncio che per ora il lockdown non ci sarà. Il governatore Vincenzo De Luca avrebbe cambiato idea dopo la conferenza Stato-Regioni. A far cambiare idea allo sceriffo potrebbero essere stati innanzitutto l’assenza al momento di un piano socioeconomico di ristori, che De Luca ha sempre detto di considerare essenziale prima di varare drastiche chiusure. «Chiediamo al Governo di impegnarsi: a garantire la legalità e il rispetto delle leggi; a mettere a punto immediatamente un piano di sostegno socio-economico per le categorie produttive e per le famiglie. Questo sostegno costituisce una priorità assoluta, al pari delle misure sanitarie, come abbiamo fatto in Campania con un piano economico e sociale scattato contestualmente alle misure restrittive» ha detto.

Altro punto cruciale per De Luca sarebbe il fatto che da Roma si è deciso di non assumere «drastiche misure restrittive a livello nazionale, quindi diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione, al di fuori quindi di una decisione nazionale che comporterebbe anche incontrollabili spostamenti al di fuori dei confini regionali».  

Prudenza, dunque sembra essere la parola d’ordine, anche se De Luca non sembra essere dell’idea di allineare alcune sue decisioni al resto d’Italia. Non riapriranno le scuole e i ristoranti potranno rimanere aperto fino alle 23, mentre nelle altre regioni chiuderanno alle 18.  Nessuna ordinanza di lockdown, almeno per ora, anche se è non è da escludere che il governatore possa decidere di introdurre nuove misure di contenimento visti i numeri dell’epidemia in Campania, 1.718 i casi resi noti ieri. Un dato che preoccupa nella regione è l’età dei nuovi positivi. Nelle due settimane successive all’apertura, i contagi dei giovani fino a 18 anni sono cresciuti di nove volte, contro le tre della restante popolazione: dato che ha spinto De Luca ad imporre la didattica a distanza.