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Cagliosa”, il libro di Giuseppe Franza racconta in maniera molto diretta, per certi versi cruda, dialettale, le giornate di Giovanni, il protagonista: un ragazzo napoletano, cresciuto in uno dei quartieri di periferia di Napoli: Ponticelli. Questo tipo di ambientazione apre a numerose riflessioni a sfondo sociale; per le strade Giovanni è un ragazzo di strada, per lavoro ruba i motorini e pezzi di ricambio. Ne incontra di facce toste ma non si tira indietro, continua a fare il suo “mestiere“, così come glielo hanno insegnato o ha imparato da se’, senza volere: lo fa perché lì così funziona.
Nei vicoli si respira, si sente ridere di quella passione per il “gioco di strada” per eccellenza: il calcio.
Giovanni, infatti, gioca nella squadra del suo quartiere, il Rione Incis Club, gestita da una società dilettantistica: dal presidente all’allenatore puntano tutto sull’entusiasmo. Tuttavia Giovanni è stanco di chi vorrebbe insegnargli a ritrovare un po’ di leggerezza, la dose giusta, non solo aggrapparsi agli aliti di vita, ma a viverla.

Lui che in fondo nasconde un forte senso di frustrazione e insoddisfazione, dovrebbe invece approfittare di quei momenti di spensieratezza che il calcio gli regala, senza spavento, senza vergognarsi di riuscire a star bene. Quelle volte in cui correre dietro un pallone diventa un modo per gridare alla felicità, almeno assaporarla… seppur su un campo fatto di terreno e polvere, che ciò nonostante, può diventare il posto più bello del mondo.

Una storia di chi è alla ricerca di una vita migliore, di quella che Giovanni non si è scelto, ma rischia di rimanerne segnato. E a cui non può ribellarsi.