Corte di Cassazione, sentenza 16870 del 2020.

Il 20 settembre 2004 un operaio dello stabilimento Novartis Farma di Torre Annunziata si infortunava cadendo all’indietro dalla scaletta utilizzata per avvicinarsi alla macchina cui era addetto, battendo rovinosamente con la schiena sul pavimento.

Il lavoratore promuoveva ricorso giudiziario per il risarcimento dei danni subiti a causa dell’evento riferendo che la perdita di equilibrio e le sue conseguenze lesive erano da connettere ad una intervenuta folgorazione. L’interessato in primo grado, però, deduceva che l’incidente era da ascrivere al difettoso funzionamento di una pressa e alla mancanza di sistemi di sicurezza, mentre solo in appello esponeva un riferimento all’omessa informazione in ordine ai rischi conseguenti all’uso della macchina.

Sia Tribunale di Torre Annunziata che la Corte di Appello di Napoli respingevano la domanda. La Corte di Appello, in particolare, escludeva che potesse configurarsi una responsabilità a carico dell’impresa, rilevando come la tesi del lavoratore, secondo la quale la caduta all’indietro era stata provocata da una folgorazione, non avesse trovato riscontro nelle dichiarazioni testimoniali dei colleghi, né nella documentazione sanitaria e nella stessa consulenza medico-legale di parte, che non aveva indicato elementi oggettivi in tale direzione.

La fallita verifica del passaggio di una forte corrente elettrica attraverso il corpo quale causa del sinistro è risultata determinante per invalidare la rappresentazione del lavoratore anche alla luce dell’ipotesi ricostruttiva formulata dagli Ispettori ASL nella loro relazione.

La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle pretese dell’operaio in assenza dell’evento posto a base della richiesta e cioè del verificarsi di una folgorazione che avrebbe determinato la rovinosa caduta. Una C.T.U. medico-legale era, allora, lecitamente da negare, poiché tale mezzo era diretto esclusivamente a stabilire un’eventuale relazione tra le patologie, da cui l’operaio era risultato affetto in seguito all’infortunio, e i fenomeni di attraversamento della corrente elettrica nel corpo umano. L’indicazione solo in appello di nuove e ulteriori circostanze inerenti all’accaduto aveva determinato non una mera specificazione del tema controverso, ma un sostanziale ampliamento dello stesso, non consentito dalle preclusioni che regolano il processo del lavoro.

Avvocato Sergio Carozza

 Centro Direzionale ISOLA F10

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