500 vini di 90 aziende vitivinicole di tutta Italia; 16 regioni rappresentate, con ovvia e giustificata prevalenza della Campania: in questi numeri è racchiusa l’importanza di questa anteprima, tenutasi lunedì 26 novembre nei saloni del Grand Hotel Excelsior di Napoli, che precede di circa 6 mesi Vitigno Italia, il “Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani“, di cui nel 2019 si terrà la quindicesima edizione.

Interessante evento degustativo, quindi, ma forse ancor più occasione piacevolmente mondana, nella quale produttori, addetti ai lavori e appassionati si incontrano in un luogo bello e prestigioso per assaggiare qualche buon vino.
E di occasione ghiotta assai si tratta, sia per i wine-lovers che hanno a disposizione numerose etichette in uno spazio circoscritto e fruibile, sia per i produttori che, in poche ore e soprattutto a un costo accettabile (considerazione fondamentale), riescono ad avere moltissimi contatti. Presente, inoltre, anche un’area gastronomica con assaggi di vari prodotti.
Ma veniamo al sodo: come è andata? E, in particolare, come erano i vini?
Premesso che in situazioni del genere si riesce ad assaggiare solo una piccola parte delle etichette presenti e che quindi le opinioni che esprimo sono, oltre che personali, anche tutt’altro che esaustive, devo dire che il livello complessivo era più che discreto, con alcune punte di eccellenza.
Limitandomi a citare solo i migliori assaggi, il primo posto spetta, a mio avviso, a un rappresentante della Liguria: il Colli di Luni Vermentino DOC Etichetta Nera di Lunae Bosoni. Lavorato in acciaio, ha un bel naso di frutta a polpa bianca e macchia mediterranea, mentre freschezza e, soprattutto, sapidità ne caratterizzano il gusto; un vino armonico e di buona persistenza da abbinare a piatti di pesce (anche crudo come, ad esempio, il sashimi) o a carni bianche.
Complimenti al produttore Paolo Bosoni, in rappresentanza del quale era presente Lia Chiti.
Tra gli altri assaggi di rilievo cito volentieri i vini di Casa Setaro, in particolare il “Don Vincenzo” (Lacryma Christi del Vesuvio DOC Riserva) 2014, da uve piedirosso e aglianico, un vino in cui eleganza, buona struttura e tannini morbidi denotano l’ottima gestione di un’annata non facile.
Per concludere una menzione alla novità di questa edizione: la partecipazione del Consorzio delle DOC del Friuli-Venezia Giulia con diverse etichette espressione delle varie denominazioni.
Una serata riuscita, quindi, e bene organizzata. L’appuntamento è fissato per maggio… di fronte: al Castel dell’Ovo.