Per Corrado Taranto (suo padre l’indimenticabile Carlo, suo zio il celebre Nino) portare un cognome così pesa relativamente:
“Beh sicuramente un tempo essere nipote e figlio d’arte aveva il suo peso, ma oggi con la globalizzazione che, ahimè, artisticamente è verso il basso, nessuno ci fa piu caso”..
Nato il 28/03/1956 a Napoli, è un attore eclettico e poliedrico, non solo comico e drammatico.
Corrado Taranto intraprende l’attività di attore teatrale nel 1974 con la grande sceneggiata di Nunzio Gallo e Tecla Scarano (“Papa’ e’ Natale”).
A seguire, ruoli sempre più impegnativi come in “Assunta Spina” con Ida di Benedetto, Antonio Casagrande e Tecla Scarano, “Il malato immaginario” di Moliére, con Tato Russo, “Masaniello” con Mariano Rigillo, Lina Sastri e Angela Pagano, “La figliata” con Nino Taranto, Dolores Palumbo, regia di Vittorio Viviani, “Caviale e lenticchie” con Nino Taranto, Dolores Palumbo e Carlo Croccolo, “Miseria bella” con Luigi de Filippo.
Negli anni ’80 entra a far parte della compagnia stabile di Luisa Conte (“Morte di Carnevale” con Nino Taranto, Luisa Conte e Carlo Taranto, “‘Nu Bambeniello e tre San Giuseppe” con Nino Taranto, Dolores Palumbo e Carlo Palumbo, “Don Pasca’ passa ‘a vacca e fa acqua ‘a pippa” con Luisa Conte e Carlo Taranto etc.).
Memorabile la ricostruzione e la recitazione in “A morte ‘e Carnevale” commedia di Raffaele Viviani, quando ha avuto l’idea di omaggiare i fratelli Taranto, zio e papà,
interpretando il ruolo di “Carnevale” che fu del compianto ed illustre Padre.
E’ stato poi in compagnia con Mario Scaccia, Carlo Cecchi, i fratelli Giuffrè, Giacomo Rizzo.
Nel 1988 vince il primo premio (in coppia con Mimmo Sepe) della IV edizione del festival di Cabaret di Loano.
Dal 1996 al 2000 è Direttore del “Laboratorio Teatrale” del Teatro Totò di Napoli, poi Direttore artistico e docente di “Universipario”, Corso Di Teatro dell’università Federico II e Direttore dei Laboratori Teatrali della “Fondazione Banco di Napoli”. Dal luglio 2011 diviene Direttore della scuola di teatro “I Taranto” al teatro Trianon.
Alla domanda cosa dice ai suoi allievi aspiranti attori che sognano di svolgere questa professione, Corrado risponde così:
“A dire il vero io non insegno recitazione, diciamo che nei miei laboratori si parla di interpretazione. Lo dico sempre, a recitare sono bravi tutti, ad interpretare pochi, e sono quelli che resistono nel tempo”.

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Negli anni ottanta, inizia a lavorare anche per il cinema e la televisione, interpretando ruoli differenziati.
Al cinema ha affiancato Jack Lemmon e Marcello Mastroianni in “Maccheroni” di Ettore Scola, Massimo Troisi in “Pensavo fosse amore invece era un calesse”, Anthony Quinn in “Stradivari”, “No grazie il caffè mi rende nervoso” con Lello Arena e Massimo Troisi e ha girato due film per i Vanzina, tra cui “Un’estate al mare”.
Nel 2008 esordisce alla regia cinematografica con il film “Ferragosto a pezzi” e con il meno conosciuto “Sottosopra”, di cui è anche soggettista e sceneggiatore.
Per il piccolo schermo ha fatto parte del cast della miniserie “Teresa Raquin” (su RaiDue) diretta da Giancarlo Cobelli, con Mattia Sbragia in “Antonio Gramsci”, poi della soap “Un posto al sole”, per un anno e mezzo, quindi due stagioni de “La squadra” (sempre su RaiTre). E’ stato attore apprezzato in “Capri”, regia di Enrico Oldoini (2006-1ª stagione), in “Io non dimentico”, regia di Luciano Odorisio (2008) e in “Pupetta – La ragazza con la pistola” dello stesso Odorisio. Oltre a numerosissime altre apparizioni.
Nutrita anche la serie di opere teatrali che portano la sua firma: “Specie in via d’estinzione”, “ Ma in America c’è il Vesuvio?” “Radio Pacchianella Sound”, “E comm’è stato?”, “Pallottole sul Vomero”, “Voi azzuppate?” …tanto per citare solo alcune delle esilaranti commedie che lo vedono come autore e regista.
Corrado Taranto ha scritto anche due libri, “Steve pensanno” (Pensieri e poesie) e un racconto sulla sua famiglia, “Noi… i Taranto”.
Si sa che Eduardo e Peppino De Filippo, non avevano un buon rapporto…
“Diversamente da quello che si dice fosse il rapporto tra i due De Filippo, il rapporto tra mio zio Nino e mio padre Carlo era quasi di totale dedizione, forse quella di mio padre verso il fratello era vera e propria adorazione e questo forse ne ha limitato la carriera”.
Quando Corrado parla dei suoi illustri parenti, non lesina polemiche ma anche fierezza dell’appartenenza:
“Direi che erano due grandi professionisti, due uomini che hanno portato Napoli in giro per il mondo, amandola all’inverosimile forse quanto Totò e non sono andati via come hanno fatto altri artisti che poi sono tornati e hanno mangiato le ceneri di questa città.”
Buon compleanno ad un attore vero, oltre lo stesso illustre cognome.

Carlo Fedele