Fu l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi a posare la prima pietra del tratto autostradale Milano-Napoli, che diede inizio alla grande impresa dell’Autostrada del Sole: era il 19 maggio 1956. Un cantiere infrastrutturale fondamentale per il rilancio del lavoro e dell’economia nazionale, fiore all’occhiello del nascente made in Italy, nel settore ingegneristico dei trasporti e della mobilità su gomma, ma soprattutto la spina dorsale economica nazionale, che univa Napoli a Milano.

Il cantiere a San Donato Milanese, alle porte di Milano, ha rappresentato un passo poderoso verso la trasformazione economica dell’Italia, che aveva voglia di correre e di crescere, di muovere persone e merci, a poco più di dieci anni dal secondo conflitto mondiale. Un’imponente volano economico, la cui realizzazione avvenne in soli otto anni, tempi record di realizzazione, oltretutto in anticipo rispetto alle previsioni.

Erano i mitici anni 50, quando si cantava ‘volare’ di Domenico Modugno, anni nei quali i nostri genitori e nonni sognavano la modernità: nascevano la vespa, la tv, il frigorifero, gli ambitissimi ‘status symbol’ dell’epoca. Anni nei quali si riempivano le balere sulle note del rock’n roll, Anna Magnani si aggiudicava l’Oscar con il film ‘’La rosa tatuata’’ e Franca Raimondi vinceva la 3 edizione del Festival di Sanremo, con il brano Aprite le finestre. Il 1956 fu un anno bisestile che, in barba al detto ‘’anno bisesto, anno funesto’’, regalò all’Italia una stagione fiorente e di forte rilancio.

L’autostrada del Sole dunque stava rivoluzionando inesorabilmente la vita di tutti noi, in una stagione nella quale correvano veloci i progetti e le idee di uomini, che stavano cambiando per sempre l’Italia. Lunga 759 km complessivi, l’opera conta 572 cavalcavia e 35 gallerie, ma conta anche un tributo enorme in termini di vite umane: circa 160 morti sui cantieri ricordati con una lapide nella chiesa costruita all’uscita di Firenze: “ad memoriam qui ceciderunt operariorum”. La direzione tecnica dell’opera, da 272 miliardi di vecchie lire, fu affidata a Felice Cova, amministratore delegato della Società Autostrade, mentre la progettazione di massima e lo studio di fattibilità furono a cura della SISI, Società Iniziative Stradali Italiane, partecipata congiuntamente da Agip, Fiat, Italcementi, Pirelli, che cedette gratuitamente all’Iri i risultati degli studi effettuati dall’ingegnere Francesco Aimone Jelmoni.

E allora ecco che in appena due anni e mezzo Milano e Parma avevano accorciato le distanze grazie alla ‘’strada dritta’’. Poco dopo arrivò il collegamento con Bologna Sud, e nel pieno boom economico, venne inaugurato il tratto appenninico di collegamento con Firenze, nel dicembre, 1960. Due anni dopo l’allora Presidente della Repubblica Antonio Segni inaugurava il tratto Roma-Capua. Infine il 4 ottobre 1964 l’allora presidente del Consiglio Aldo Moro, inaugurò in diretta tv da Firenze, l’Autostrada del Sole. Prima di quel momento occorrevano ben due giorni di viaggio per coprire la distanza tra Milano e Napoli!  Era il giorno in cui si celebrava la festa di San Francesco, patrono d’Italia.