Dopo la pronuncia del Tar della Campania che ha bloccato il maxi concorso per l’assunzione di 1.225 unità in 240 enti della regione, i candidati sono pronti a dare battaglia. Intanto il Governatore della Campania ha già dichiarato di aver già presentato ricorso alla decisione del tribunale amministrativo: ‘’Abbiamo fiducia che questo ricorso verrà accolto, tanto che per marzo, questo è l’obiettivo, manderemo a lavorare i primi tremila giovani laureati e diplomati – ha spiegato Vincenzo De Luca -. E siccome la graduatoria resterà attiva per due anni siamo convinti che andranno a lavorare tutti i diecimila laureati e diplomati che hanno partecipato al concorso. E questo è un miracolo doppio: primo perché abbiamo fatto la più grande operazione sul lavoro che si sia fatta in Italia, nessuna Regione manda a lavorare diecimila giovani; altro miracolo è che tutto questo è stato fatto senza porcherie clientelari, non abbiamo gestito niente”.“

Intanto i candidati, che nel frattempo hanno svolto le prime prove selettive ufficiali, non ci stanno e si sono detti pronti a scendere in piazza, se necessario, per rivendicare un diritto leso e concludere le selezioni in corso. Secondo studio legale Leone Fell & C., non è stato garantito l’anonimato e si è dovuto attendere tre mesi, troppi, per avere l’esito delle correzioni quindi, secondo gli avvocati, c’è stato tempo e modo per truccare le prove. Una cosa è certa: al Concorso Ripam era possibile imbrogliare, e anche facilmente, per questo sono arrivati decine di ricorsi di candidati esclusi. Insomma, la battaglia per il posto di lavoro è solo all’inizio!