E’ stata distrutta l’icona del celebre Antonio De Curtis, in arte Totò, alla mostra Brikmania, la più grande al mondo di mattoncini Lego aperta a palazzo Fondi per tutte le festività.

L’opera, raffigurante il volto di Totò e realizzata con oltre 2.300 mattoncini di Lego, è stata distrutta da una coppia di visitatori di Salerno intenta a scattarsi un selfie con lo sfondo del “principe della risata”.

«I due fidanzati di Salerno erano giunti in visita a Brikmania – confermano gli organizzatori della mostra – dopo essersi goduti ogni realizzazione dell’allestimento e aver apprezzato il percorso espositivo per quasi un’ora desideravano fare una foto caratteristica da portare a casa come ricordo: un selfie che li ritraesse con alle spalle la celebre effige di Totò. Abbiamo appena fatto a tempo a perderli di vista, nel percorso della mostra, che abbiamo udito un forte rumore provenire dall’area dove l’opera era esposta».  Raggiunta infatti la sala con l’effige di Totò il personale ha potuto solamente constatare che il quadro si trovava a terra distrutto per buona parte. La coppia, imbarazzata e dispiaciuta per il danno arrecato, si è più volte scusata chiedendo di poter rendersi disponibile a pagare il restauro.

«Abbiamo da subito incaricato il collezionista veneto, che ha realizzato l’opera, di poterla riparare in tempi brevi – aggiungono gli organizzatori di Brikmania – per mantenere entro il termine delle festività di Natale la promessa di regalare il quadro che rappresenta l’emblema della mostra e che ha attratto finora un totale di 20.000 visitatori. Attendevamo di chiudere l’esposizione tra poche settimane per regalarlo alla città, perché venisse conservato e possibilmente esposto al pubblico all’interno degli spazi del Municipio». L’intento è, infatti, quello di poter far ammirare l’opera rimanendo visibile in un luogo aperto dove tutti possono vederla.

Il quadro, dal valore di 9.000 euro, misura 1,40 mt. di larghezza per 1,80 mt; per la realizzazione sono stati impiegati ben 6 mesi.
«Alla luce della quasi totale distruzione di quest’opera d’arte – hanno evidenziato gli organizzatori – indubbiamente sarà ora necessario un attento restauro che si è già preso in carico il noto collezionista veneto, sperando di riconsegnarla alla sede espositiva in tempo per la chiusura della mostra, in modo da donare l’opera alla città come promesso”.