Renzo Arbore – Parte V

La Carriera negli anni ’80 e ’90

In mezzo ai numerosi successi riportati da Renzo Arbore durante gli anni ’80, lasciando un segno profondo in quella “televisione di qualità” che caratterizzò la televisione italiana fino alla metà circa degli anni ’90, bisogna anche segnalare, per dovere di cronaca, un altro film, che non raggiunse il consenso della critica come “Il Pap’occhio“.

“FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”

È un film-commedia del 1983, scritto insieme a Luciano De Crescenzo, diretto da Renzo Arbore e  interpretato da una sfilza di attori e non, tutti personaggi noti  al grande pubblico del Cinema e della TV: oltre gli autori Arbore e De Crescenzo, Pietra Montacorvino, Roberto Benigni, Pippo Baudo, Gianni Minà, Lory Del Santo, Andy Luotto, Nando Martellini, Isabella  Biagini, Stella Pende, Gigi Proietti, Bobby Solo, Luciana Turina, Claudio Villa.

La vicenda ha inizio a Roma dove Renzo Arbore e Luciano De Crescenzo, impersonando se stessi, stanno girando senza meta alla ricerca di un’idea per il loro nuovo soggetto da portare sugli schermi. Ad un certo punto, i due si trovano sotto le finestre di Fellini ed ecco volare ai loro piedi, portati da un vento provvidenziale – ma è forse una grazia di San Gennaro? – i fogli di una sceneggiatura del regista, la “Federico Fellini sud Story” da cui la sigla F.F.S.S. che intitola il film. Arbore, regista del film nel film, può così dare il primo giro di manovella di questa “sud story” in cui si narrano le avventure di “un’irsuta ragazzotta napoletana, di professione guardiana di gabinetti, ma con velleità di cantante nel cuore.” Arbore interpreta il suo bècero manager che l’accompagna sù e giù per l’Italia, in cerca del successo. Durante il viaggio, la scalcinata coppia incontra un paese pieno di luoghi comuni: Napoli è vista come una casbha popolata da arabi: Milano è impraticabile per la coltre di nebbia che l’avvolge e Roma è riassunta in un’osteria dove la gente dello spettacolo s’ingozza in modo ributtante. Finalmente il ridicolo manager e la sua protetta approdano a San Remo dove, al canto di “Nuie simmo d’o sud“, con balli e cori e tra la generale esultanza, il meridione, da loro rappresentato, trionfa. Tutto sembra far pensare al classico lieto fine, ma la sceneggiatura sottratta a Federico Fellini è incompleta; sicché Arbore e De Crescenzo tornano sotto casa del maestro per implorare un’idea per il finale. ( da wikipedia )

Il film è ricco di apparizioni di personaggi famosi; oltre ai già citati Arbore, De Crescenzo, Benigni, ci sono anche: Gianni Boncompagni, Riccardo Pazzaglia, Andrea Giordana, Sandra Milo, Domenico Modugno, Christian, Gianni Morandi, Massimo Troisi, Gianni Ravera, Mario Marenco, Sergio Japino. Inoltre sono presenti il pittore Renato Guttuso nel ruolo di un “madonnaro” e Severino Gazzelloni in quello di un mendicante che suona il flauto. Durante il film si vedono anche chiari riferimenti ai politici italiani del tempo; tra i più riconoscibili vi sono Bettino Craxi, Andreotti, Berlinguer, Ciriaco De Mita. Tra i critici che si espressero negativamente, primi fra tutti abbiamo Rondi e Arpino. G.Grazzini in “Cinema ’83” scrisse che “FFSS, scritto da Arbore e De Crescenzo secondo la moda del film nel film è la quintessenza del cinema autarchico, d’uno humor assolutamente incomprensibile, per almeno tre quarti, a chi non abbia confidenza con gli spettacoli leggeri della Radio e della Tv e i personaggi del villaggio Italia”. In un’altra recensione (su Teletutto) si legge che si tratta di “una commedia grottesca di scarso valore…con la partecipazione demenziale di Roberto Benigni. Troppo volgare”.

Questo film “potrà anche non piacere (e a molti non è piaciuto)” però bisogna ammettere ( come si legge in “Segnocinema”) che ” sprizza vitalità e gioia di far cinema dalla prima all’ultima inquadratura”. ( fonte RdC – cinematografo.it )

Nel 1987 – 1988,  con la trasmissione Indietro Tutta, Renzo Arbore replicò l’enorme successo di Quelli della NotteIl programma stigmatizzava l’invadenza della televisione di tipo più commerciale, ridicolizzandone usi e costumi. Si trattava di una parodia televisiva in cui Nino Frassica impersonava un improbabile quanto sgangherato “Bravo presentatore“; notevole fu il gruppo di ballerine brasiliane del Cacao Meravigliao, che rappresentavano un surreale sponsor e le Ragazze Coccodè, che formavano un ridicolo corpo di ballo. Non mancavano inoltre personaggi come Mario Marenco che impersonava “Riccardino“, un bambino dispettoso che con tanto di grembiule e cartella passava il tempo a rincorrere il cane Fiocco. Il maestro Mazza era a capo dell’orchestra “Mamma li Turchi“, Franceso Paolantoni era Cupido, appeso all’altalena e intento a lanciare frecce che non andavano mai a segno. La scenografia rappresentava una nave e l’ammiraglio Arbore era attorniato da due belle ragazze che rappresentavano Miss Nord e Miss Sud; a guardia del sotterraneo erano le “Guardiane” (una delle due era una giovanissima e ancora sconosciuta Maria Grazia Cucinotta, l’altra Feliciana Iaccio).

      

Seguirono poi altri programmi televisivi come Doc e Marisa La Nuit, condotto da Marisa Laurito, in cui Arbore, che è la voce fuori campo, anticipa quello che sarà il modo di fare televisione della Gialappa’s Band. (da wikipedia)

Nel 1990 condusse in Tv Il Caso Sanremo, dove in un processo simulato, è giudice su fatti e misfatti della storia canora sanremese attorniato da una improbabile corte e avvocati interpretati da Michele Mirabella e Lino Banfi.

Nel 1991 fondò L’Orchestra Italiana con quindici grandi solisti per valorizzare la canzone napoletana classica restituendo dignità, tra l’altro, al mandolino ( Al notevole apporto dato da Arbore nella salvaguardia e nella diffusione della Canzone Partenopea, sarà dedicata l’ultima parte della biografia ). Nel 1992, in una trasmissione in 4 puntate, rese un sentito omaggio televisivo a Totò  con Caro Totò…Ti Voglio Presentare, un programma per celebrare la grandezza artistica del più grande in assoluto: il Principe della Risata.

Nel 1996 condusse  per 22 ore consecutive La Giostra in diretta via Satellite per Rai International di cui è diventato intanto direttore Artistico e Testimonial.

Per le altre puntate di Breve storia di Renzo Arbore“La Storia di Napoli” su Napoliflash24.it (clicca qui)

Fernanda Zuppini