Renzo Arbore – Parte I

Renzo Arbore, nato a Foggia il 24 giugno 1937, grazie alla sua poliedrica personalità, riuscì ad affermarsi come personaggio radio-televisivo, attore, showman e musicista, intraprendendo una lunga carriera artistica fatta di successi e importanti affermazioni nel difficile mondo dello spettacolo.

Arbore nasce sì a Foggia, ma è “napoletano d’adozione“, con tanto di cerimonia in comune, dove si laurea in giurisprudenza. Come artista comincia a farsi strada nella città natale pugliese, nella “Taverna del Gufo“, dopo essere stato al seguito di un complesso jazz foggiano.

Sempre a suo agio nel mondo dello spettacolo romano, è uno dei pochissimi showman italiani ad essere dotato di fervida creatività e capace di far accettare e realizzare con successo ogni suo programma.

( da biografieonline.it )

Dopo la laurea in Giurisprudenza a Napoli si è dedicato alla musica. Nel 1965 ha iniziato in Rai una carriera di conduttore radiofonico con programmi come Bandiera gialla (1965), Per voi giovani (1967) e Alto gradimento (1970), passando poi alla televisione, dove ha creato storiche trasmissioni come L’altra domenica (1976), Quelli della notte (1985) e Indietro tutta! (1988). Dopo il cinema (con due film: Il Pap’occhio, nel 1981, e FF. SS. Federico Fellini South Story, nel 1983) ha ripreso la sua carriera di musicista, aggiudicandosi un secondo posto al Festival di Sanremo e fondando poco dopo la Barilla Boogie Band, gli Swing Maniacs e l’ ORCHESTRA ITALIANA nel 1991, con cui pubblica dischi e fa concerti in tutto il mondo.

I primi successi radiofonici

Nel 1965, con il programma radiofonico Bandiera Gialla, ha inizio in Rai la carriera di “conduttore” di Renzo ArboreQuesta trasmissione, ideata da Gianni Boncompagni e dedicata alle novità musicali internazionali si rivolgeva a un pubblico giovane con lo slogan  ” A tutti i maggiori degli anni 18… questo programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi…”. Il titolo fu scelto da Luciano Rispoli (della dirigenza Rai), che collegò i generi musicali, allora pressoché banditi dalla Radio italiana, al simbolo della “quarantena per epidemia” ( la bandiera gialla).

Nella Rai di Ettore Bernabei, in una situazione di ferreo monopolio, Bandiera Gialla diventò un “Fenomeno di costume”, introducendo scelte musicali completamente nuove rispetto al gusto corrente del pubblico adulto. Per la prima volta ci si rivolgeva al mondo dei giovani ( che incominciava a far sentire quel disagio che sfocerà poi nella contestazione del ’68 ).

La coppia di conduttori Arbore e Boncompagni  presentava al nuovo pubblico radiofonico giovanile le novità discografiche soprattutto di Gran Bretagna e USA , senza trascurare i nuovi rappresentanti italiani del genere beat, dando così una importante spinta promozionale a un genere che in Italia era in ritardo rispetto al mercato internazionale. Sull’onda del successo di Bandiera Gialla, verso la fine del 1966, Renzo Arbore presento un’altra trasmissione radiofonica destinata al pubblico giovane dal titolo Per Voi Giovani. Il 7 luglio 1970 andò in onda per la prima volta, sul secondo programma Radio della  Rai, la trasmissione radiofonica Alto Gradimento, che prosegui in varie riprese per tutti gli anni Settanta. Gli autori di questo programma, in netta controtendenza rispetto agli standard radiofonici dell’epoca, sia per il tipo di comicità surreale, sia dal punto di vista musicale, erano Gianni Boncompagni e Renzo ArboreTra i collaboratori che prestavano la loro voce e la loro creatività ai vari e fantasiosi personaggi che prendevano vita nella trasmissione, sicuramente i giovani degli Anni ’70 ricorderanno Mario Marenco, i fratelli Bracardi, Marcello Casco. La sigla musicale di apertura era “Rock Around The Clock”, nella versione orchestrale di James Last e durante la trasmissione veniva proposto “pop italiano e internazionale”. Per la prima volta in Italia fu presentato il brano di Louis Armstrong ” We Have All the Time in the World” e una delle prima canzoni dei Cugini di Campagna “Il ballo di Peppe.

Alto Gradimento fu, secondo la Critica, una trasmissione “geniale e irriverente, esplosiva e demenziale”, che realizzò indici di ascolto impensabili per la radio dell’epoca, “creando tormentoni comici che per anni rimasero nella mente e persino nei modi di dire della gente comune”. Il ritmo serrato, le sovrapposizioni di voci e le continue irruzioni di personaggi strampalati e surreali, la spiritosa presentazione dei brani musicali, il clima goliardico, crearono un nuovo stile radiofonico, contrapposto a quello compassato ancora esistente all’epoca, una “nuova forma di intrattenimento che fece scuola e fu talvolta imitato e che anzi anticipò lo stile che pochi anni più tardi si sarebbe diffuso con l’avvento delle radio private.

Ricordiamo qui di seguito una carrellata dei personaggi più amati dal pubblico e gli sketch diventati dei veri e propri tormentoni       (da altogradimento.altervista.org) :       

      Colonnello Buttiglione / Mario Marenco

Un alto ufficiale dell’esercito che chiamava ossessivamente la fureria, ignorando qualsiasi risposta  gli venisse data, e che ovviamente sbagliava sistematicamente il numero e contattava per errore la trasmissione.

“Pronto? Sono il colonnello Buttiglione!! Senti caro, chi sei?” “Sono…” “O caro Chiappotto. Come sta tua moglie?” “Non sono Chiappotto.

Federale Romolo Catenacci / Giorgio Bracardi

Nostalgico ex-gerarca del regime che irrompeva in trasmissione con le sue fantasiose memorie di imprese eroiche, ma molto quotidiane, al seguito del Duce.

“Il Duce c’aveva due maroni così, neh!”
“Duce di qua, Duce di là, Duce di su, Duce di giù! Duce! Duce! Duce!

Scarpantibus /Giorgio Bracardi

Più che un personaggio era una sorta di tic, un presunto uccello raro, mezzo preistorico e mezzo struzzo.

Versi incomprensibili e disarticolati

Achille  / Giorgio Bracardi

Almeno si pensa che dovesse essere Achille, visto che irrompeva in trasmissione nei momenti più impensati urlando “Patrocloooo!”

“Patrocloooo!” “Patrocloooo! Dove sei?!”

Professor Aristogitone /Mario Marenco

Uno dei personaggi più riusciti, a lungo riproposto in trasmissione. Tipico esponente della classe docente frustrata e delusa dalla perdita di prestigio e di potere della classe docente nella scuola post-’68, e dalla crisi economica e dalla inflazione degli anni ’70.

“Quarant’anni d’insegnamento! Quarant’anni di duro lavoro in mezzo a queste quattro mura scolastiche!”

Verzo / Mario Marenco

Era uno dei personaggi più direttamente satirici dell’intera galleria di Alto gradimento. Una satira peraltro non scontata negli anni ’70. Da notare che entrambi i personaggi di Verzo e del professor Aristogitone derivavano da esperienze di vita vissuta.

“Amo fatto un’assemblea. Amo deciso lo sciopero. Amo andati al corteo. Eravamo io, Romani, Romanacci, Romano, Romanelli …”

Vinicio / Mario Marenco

Presunto compare di rimorchio di Arbore e Boncompagni, telefonava in trasmissione per concordare con loro, con incongrua voce di falsetto, improbabili puttan-tour e uscite con ragazze svedesi e bagnine di Riccione.

“Uffa! Fate schifo ragazzi. Vinicio va sempre allo sbaraglio per voi…”

Professor Anemo Carlone / Mario Marenco

Primario di medicina e barone universitario palermitano, uno dei bersagli più riusciti del terzetto. Snocciolava con disinvoltura e voce profonda da incallito fumatore le sue innumerevoli cariche (che terminavano invariabilmente con un incongruo “socio ACI”), che beninteso, e per sua esplicita ammissione, erano puramente ereditarie e del tutto scollegate da titoli di studio o meriti scientifici, e passava poi a dare improbabili lezioni di medicina, incentrate attorno al malato, che doveva essere considerato e trattato, dopo tutto, come un essere umano …

“Vi parla il professor Anemo Carlone, insigne luminare. Titolare di gerontologia Romantica all’Università di San Felice Circeo. Incaricato di Burocrazia neolatina all’Università di Roma. membro del Corpo Accademico della Facoltà di Idolatria all’Istituto Ricerche di Parma, Piacenza e Guastalla. membro del Reparto Incurabili dell’Istituto di Megalomania di Ponza.

La Sgarrambona / Mario Marenco

Teoricamente doveva essere la ragazza di Boncompagni, che lo chiamava in trasmissione per lamentarsi delle sue scarse attenzioni.

“Brutto bruto, monello, carognone, tu non mi ascolti, tu non mi senti, tu mi trascuri”.

Il figlio di Menuel / Marcello Casco

Affidato ad un altro personaggio attivo all’epoca in RAI, l’attore Marcello Casco (scomparso nel 1999), il figlio di Menuel prendeva di mira le sette mistiche, tipo arancioni ed Hare Krishna, allora relativamente diffuse o esposte mediaticamente.

“E allora Lui disse grande parola di verità…”

Il dottor Marsala / Giorgio Bracardi

Qui il bersaglio era tutto interno alla RAI, probabile che un modello per il dottor Marsala sia esistito veramente e chi lavorava in RAI all’epoca sappia anche chi era realmente.

“Ho dei dolori, dei dolori…”.

Tarantolazzi e Gospedale

Solo citati

Due personaggi indiretti, soltanto citati dal dottor Marsala e dai conduttori nei loro dialoghi. Anche questi erano della RAI, due tecnici (magari anche loro ispirati a personaggi veri) con i loro guai e contrattempi.

Max  Vinella / Giorgio Bracardi

Tipico giornalista di nera e di cronaca locale, Max Vinella telefona in trasmissione per riportare notizie secondarie e grottesche, imitazione distorta di quelle che si potevano leggere sui giornali locali.

“Pronto? Sono Max Vinella! Qu’est ce que vous facé? je v’avé becché! Dunque, la notizia è questa …”
“Chiappola! Chiappola! Pah!!”

Mortificazione la cartomante / Franco Bracardi

Non poteva mancare il mondo dell’occulto e degli oroscopi, ovviamente grotteschi, nella galleria di personaggi. La cartomante Mortificazione parlava con spiccato accento umbro e i suoi interventi erano purtroppo piuttosto lunghi e non molto incisivi.

“Sono Mortificazione la cartomante, quella che ve svela il presente, il futuro, il trapassato, il futuro remoto e all’infinito senza stop”

Pallottino / Franco Bracardi

Radioamatore che chiamava “da ignota destinazione dell’Umbria” e ce l’aveva con Roma e i romani (che non rispondevano mai al telefono e andavano sempre a mangiare a Trastevere). 

Solforio / Franco Bracardi

Venditore porta a porta degli oggetti più strani, un altro personaggio dedicato più al versante del non-sense e del puro divertimento che alla satira, pur se di costume.

Il pastore / Giorgio Bracardi

Non era un personaggio, era uno dei tanti tic di Bracardi e un voluto elemento di disturbo della trasmissione. In teoria doveva essere il pastore della televisione che aveva prestato le sue pecore per il presepio vivente della RAI, senza averle indietro e le cercava in tutti gli studi radiofonici e televisivi, ovviamente con pesante e gutturale accento abruzzese.
“Li pecuri!!… Li pecuri!…”

Il ragionier Affastellati /Giorgio Bracardi

Un altro tic dell’inarrestabile Giorgio Bracardi, qui si immedesimava in un innamorato lasciato solo dalla sua bella ad un appuntamento, che ripeteva ossessivamente “Perchè non sei venutta!??” (con l’accento sulla “a”).

“Perchè non sei venutta!??”  “Ting!”
“Te lo dico io perché non sei venutta! Te lo dico io perché non sei venutta!! Perché hai perso il filobus!”

Lo chef Léon / Mario Marenco

Bersaglio abbastanza scontato, lo chef (ovviamente francese) di un ristorante di lusso, “Le Luppolon”, impegnato ad illustrare ai due, ipotetici avventori impegnati a prenotare una cena, improbabili e vagamente rivoltanti menu (del tipo “Pelle di eroe calabro della guerra d’indipendenza”, “Zoccolo di mulo di Garibaldi”, “Pallone di catrame fumigante” e così via).

“Hallò, hallò, hallò. Ici votre chef Léon…”

Pasquale Zambuto / Mario Marenco

Napoletano e ovviamente dedito al furto con destrezza, corredato da un’ampia gamma di scusanti. I due non si preoccupavano affatto di percorrere e ribadire i luoghi comuni e i pregiudizi regionali.

“Mi chiamo Pasquale Zambuto … stamattina mi sono svegliato … mi sono guardato in do specchio e me so’ sputato in da faccia!!!!”

Il poeta Marius Marenco

Mario Marenco

Ovviamente era Marenco, quasi in prima persona, diventato per l’occasione Marius Marenco, il poeta che cammina un po’ sbilenco, impegnato a declamare poesie di ispirazione surrealista, dedicate agli oggetti più umili e ai personaggi più diversi. Ma in fondo anche Pablo Neruda aveva scritto “Ode alla cipolla”, certo con risultati un po’ diversi…

Il Frigorifero
Tu sei un frigorifero / Tu sei un frigorifero da cento litri / dentro di te c’è la roba da mangiare / dentro di te c’è la roba da bere /dentro di te c’è un’anima fredda …

Il conte Frescobaldi /  Mario Marenco

 Imitatore non professionista, nonché  proprietario di una azienda agricola fiorentina.

Per “La Storia di Napoli” di Napoliflash24.it (clicca qui)

Fernanda Zuppini