Passione di John Turturro – 2010

Ci sono posti in cui vai una volta sola e ti basta… e poi c’è Napoli“: così dice John Turturro nell’introduzione al suo film Passione, una sorta di “documentario musicale” con cui  il regista italo-americano intende  rivalutare, attraverso la musica e la canzone napoletana, quel patrimonio culturale della città partenopea “dimenticato o emarginato dalla Critica ufficiale e dai normali circuiti”. Il film, uscito nelle sale nell’ottobre nell’ottobre del 2010, fu presentato con successo alla 67esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia“. Nello stesso anno vinse il premio Capri Cult Movie Awardil Festival del Cinema di Salerno ed il premio Città di Loano“.

Inoltre, dato il successo del film e delle canzoni, nell’estate 2011 fu realizzato un Tour musicale NazionaleProprio la sua grande “passione” per la musica e il bel canto ha  spinto il regista a realizzare questo documentario musicale e ad esplorare la musica e la musicalità di Napoli .

Definito dalla critica “regista di un cinema sofisticato (e istruito) con un’anima radicalmente popolare”, Turturro riesce a raggiungere il “cuore delle cose” per mezzo della sua grande passione per la musica, seguendo un percorso che va dalla parte opposta all’atteggiamento spesso “snobistico” della cosiddetta “cultura alta” nei confronti della canzone napoletana.

Passione, con un fantastico cast costituito da interpreti come Mina, Massimo Ranieri, Pino Daniele, Avion Travel, Fiorello, M’Barka Ben Taleb e altri, “mette in luce il sottoproletariato, la Napoli della precarietà sociale, la Napoli oppressa dalle speculazioni” e si potrebbe definire, senza esagerare, un’opera di “ridefinizione dei valori”, che prevede il recupero di un patrimonio culturale dimenticato o emarginato dalla critica ufficiale e dai normali circuiti e che ancora individua e promuove le canzoni più significative del repertorio “pop” napoletano, come Era de maggioo Malafemmena”, “MaruzzellaoTammuriata nera, e più recenti come “Don Raffae (di De Andrè) .

PASSIONE

In una interessante recensione di Marzia Gandolfi, pubblicata in “mi movies.it“, si legge che “L’humus culturale da cui nasce la “sceneggiata” di Turturro è naturalmente quella del sottoproletariato ma in un’accezione reale e non mitica, la Napoli attraversata dal suo sguardo è quella della precarietà sociale, oppressa dalle invasioni, dagli usi, dalle speculazioni, dalle mistificazioni, dai miracoli pretesi, dall’idealizzazione turistica da esportazione. Lasciate indietro le strade del Queens, spazzate dalle coreografie dei suoi netturbini e battute dal carpentiere innamorato di James Gandolfini, Turturro fa ballare e cantare artisti nazionali e internazionali, turisti e napoletani davanti a un marechiare e dentro na jurnata ‘e sole. In cerca di zaza e in sella a nu cammello affittato Turturro esplora la musica e la musicalità di Napoli, invitando sul suo caravan petrol una messe di artisti oltremodo ispirati, che con la loro interpretazione hanno dato rilievo ai testi delle canzoni, esplicitazione e sintesi della Storia di una città e di un’intera nazione. Storie d’amore e tradimento per Massimo Ranieri e Lina Sastri, passioni sperimentali e signorinelle sfrontate per Raiz, scorrerie sul litorale campano e femmene impressionate per Peppe Barra, festa di San Gennaro e virtù invocata per Pietra Montecorvo, cariche ritmiche e turbanti per Fiorello, ‘800 e canzoni prima dei microfoni per la voce e il sax di James Senese.

Turturro spedisce all’Italia la sua cartolina appassionata, pagando il debito che la musica nazionale ha contratto con la canzone napoletana. Mina apre con Carmela, Pino Daniele chiude con Napul’è. “Una donna e una città che si incontrano sotto un sole amaro che passa e se ne fuje”. Lo scenario di base della sceneggiata napoletana è il vicolo ed è esattamente in esterni, sulla strada e nelle piazze che si svolge Passione, il documentario musicale di John Turturro sulla “relazione ardente tra Napoli e le sue canzoni”.

Il film è girato in alcuni dei luoghi più caratteristici di Napoli,  piazza San Domenico Maggiore, Castel dell’Ovo, Castel Sant’Elmo, Coroglio, il piazzale dinanzi la Cappella Pappacoda, Palazzo dello Spagnolo ed altri vicoli cittadini. Il brano Caravan Petrol interpretato da Fiorello è girato alla Solfatara di Pozzuoli, nell’area flegrea. Il canto delle lavandaie del Vomero è girato nella Piscina Mirabilis di Bacoli.

Passione è un film tutto ambientato a Napoli e racconta, con aneddoti, interviste, video d’epoca e con le secolari canzoni napoletane classiche, la Storia di quella che è la Napoli dei Vicoli, popolare e folkloristica. Trattandosi di un documentario , la trama non è ben definita ma è costituita da varie reinterpretazioni di artisti contemporanei , spesso intercalati da brevi frammenti di immagini che si riferisvono a storici interpreti della canzone partenopea come Sergio Bruni, Fernando De Lucia, Massimo Ranieri ed Enrico Caruso che evidenziano l’immutata cultura musicale napoletana. « Questa città è “dipinta” di suoni, e la musica ne è un elemento essenziale”, afferma John Turturro e costruisce la trama del film e la parte recitativa su 16 canzoni intere e vari frammenti.

I brani, riportati nell’ordine di apparizione nella pellicola sono i seguenti:

1 ) VULCANO

Brano dedicato al Vesuvio, scritto da Angelo De Falco e interpretato dagli “Spakka – Neapolis55“, accompagnato da riprese aeree sulla città e sul Vesuvio.

2 ) ERA DI MAGGIO

La famosa poesia del 1885 di Salvatore Di Giacomo, interpretata dalla “Piccola Orchestra Avion Travel“, con video girato in Largo Banchi Nuovi.

3 ) COME FACETTE MAMMETA

Canzone del 1906 interpretata da Pietra Montecorvino, su arrangiamento di Eugenio BennatoIl video è girato nello storico Palazzo dello Spagnolo.

4 ) MARUZZELLA

Canzone composta nel 1964 da Renato Carosone ed Enzo Bonagura e interpretata da Gennaro Cosmo ParlatoIl video è girato a Bagnoli, sulla spiaggia di fronte a Nisida.

5 ) MALAFEMMENA

La canzone simbolo di Totò, cantata da Massimo Ranieri, è ambientata in uno storico ed ignoto palazzo napoletano, con Lina Sastri nella parte dell’amante.

Lo stesso regista narra la storia di questo brano.

6 ) DON RAFFAÈ

Il brano, musicato da Mauro Pagani, con testo di Massimo Bubola e Fabrizio De Andrè è interpretato da Peppe BarraIl video è girato all’interno di Castel dell’Ovo.

7 ) NUN TE SCURDÀ

Scritto dagli Almanegretta nel 1995, il brano, che è il pezzo più recente del film, è eseguito dagli stessi autori con Raiz, Pietra Montecorvino e M’Barka Ben Taleb. Il video è girato nel piazzale sul quale si affacciano il Palazzo Giusso e la Cappella Pappacoda.

M'Barka Ben Taleb

8 ) PASSIONE

È una canzone tratto da una poesia di Libero Bovio del 1934, musicata da Ernesto Tagliaferri e interpretata nel film da James SeneseL’esibizione è preceduta da un’intervista sull’infanzia difficile dell’artista a causa del colore della pelle, in quanto figlio di un afroamericano e di una napoletana. Il video è girato all’interno del “Blustone” un club di musica che faceva parte della “movida napoletana”, ormai chiuso.

9 ) TAMMURIATA NERA

Uno dei pezzi forti del film , per la particolare interpretazione di Peppe Barra della canzone scritta nel 1944 da E.A.Mario (musica) ed Edoardo Nicolardi (testo), che narra degli effetti della guerra sulla nascita di bambini  neri “frutto di rapporti non sempre consenzienti” tra soldati americani e donne napoletane”. Nel video, ambientato in un locale scuro, sono mischiate insieme due canzoni  eseguite, insieme a Peppe Barra, da Max Casella per la canzone americana “Pistol Packin Mama” e M’Barka Ben Taleb che canta, in tunisino, “Tammuriata Nera”. Come per il brano Passione, anche in questo caso la città di Napoli non funge da elemento scenografico.

10 ) CATARÌ

È una poesia composta nel 1892 da Salvatore Di Giacomo e musicata da Mario Costa. La versione del,film è interpretata da Fausto CiglianoIl video è girato all’interno del Complesso del “Pio Monte della Misericordia”, con numerose inquadrature sulle “7 Opere di Misericordia” di Caravaggio e su altre opere che decorano la sala.

11 ) CARAVAN PETROL

Il famoso brano del 1958, composto da Renato Carosone, è l’unico video del film girato fuori Napoli, per la precisione nella Solfatara di Pozzuoli. Molto bella è l’introduzione di un assolo di piano di Renato Carosone. Nel video sono presenti, oltre a Fiorello, l’interprete della canzone, anche Max Casella e John Turturro  che recitano nelle parti di scavatori in cerca di petrolio. Verso la fine del video compare anche l’interprete Enzo Avitabile, rimasto nascosto dietro la fiction scenica.

Fiorello

12 ) CANTO DELLE LAVANDAIE DEL VOMERO

È un canto polare napoletano “di protesta” contro le dominazioni straniere sul territorio di Napoli, risalente al XIII – XIV secolo. È interpretato da Fiorenza Calogero, Daniela Fiorentino, Lorena TamaggioIl video è girato a Bacoli nella Piscina Mirabilis.

13 ) FACCIA GIALLA

È una canzone di Enzo Avitabile, interpretata nel film dall’autore stesso, con Bottari e ScorribandaIl video è girato in un cortile storico della città. 

14 ) DOVE STA ZAZÀ

È una canzone composta nel 1944 da Raffaele Cutolo (parole) e Giuseppe Cioffi (musica). Nel film la canzone è interpretata da Pietra Montecorvino e Max Casella. Il video è girato tra i Vicoli e i Mercatini del centro storico di Napoli.

Pietra Montecorvino

15 ) INDIFFERENTEMENTE

È una canzone del  1963, composta da Salvatore Mazzocco (musica) e Umberto Martucci (testo) è presentata da Mario Trevi e Mario Abbate al Festival di Napoli. Nel film il brano è interpretato da Misia e il video è girato nello storico “Palazzo Riario Sforza”, dimora dell’ultimo vescovo del Regno delle Due Sicilie.

16 ) NAPULE È

La famosa canzone del 1977 di Pino,Daniele è il brano di chiusura del film. Viene eseguita nella sua versione originale anche se l’autore non compare nel film. La canzone è accompagnata  dai cittadini che sulle note del  pezzo ballano per i vicoli e le piazze di Napoli.

Altre canzoni sono mostrate per lo più da frammenti video originali o da esibizioni moderne reinterpretate  e mixate ad altre d’epoca:

-CARMELA  – cantata da Mina

-I’ TE VURRIA VASÀ  – Valentina Ok

-DICITENCELLO VUIE 

-Antica ninna nanna partenopea  – Don Alfonzo

-O SOLE MIO  Sergio Bruni, Massimo Ranieri, M’Barka Ben Taleb

-BAMMENELLA  – Angela Luce

-PASSIONE – James Senese

-PISTOL PACKING  MAMA – Al Dexter & His Troppers

-O SOLE MIO – Renato  Carosone al pianoforte

-A VUCCHELLA – Enrico Caruso

-MARECHIARE –

Secondo il parere pressocchè concorde della Critica, Passione è un “film il cui ricordo continua a passarti per la testa, le cui canzoni continuano a scorrere nelle tue vene ed a far vibrare le tue corde.. forse perchè la canzone italiana è figlia di Napoli (senza nulla togliere alle altre città) e forse perchè ogni qual volta si cerca di far baldoria, la canzone napoletana sale sul palco e per alcuni minuti cancella i confini italiani. Nessun Nord, nessun Sud. Solo Italia e voglia di far parte di questo “Paese”.

Passione è un “Film Documentario che per 90 minuti ci fa da guida tra le caratteristiche strade del centro storico portandoci alla scoperta del sound napoletano e celebrando i pilastri della musica partenopea”.  Magnifiche sono le interpretazioni di Lina Sastri, di James Senese, di Peppe Barra e di Massimo Ranieri. “Eccellente ” la Fotografia ed una Napoli felice, commovente, distrutta dalla guerra e “violata” dai carri armati, caotica con i suoi mercati e colorata dai numerosi turisti. In cabina di regia un John Turturro che come un vero “Surdato ‘nnammurato” o meglio, “regista ‘nnammurato” dedica alla città cuore, anima, musica e tutta la sua arte e che si concede addirittura un momento di pura “pazzia” in una fumante solfatara e con una alquanto divertente “Caravan Petrolio” interpretata da un grande Fiorello”.

Alla fine ci si lascia trasportare dalla voce inconfondibile di Pino Daniele e la sua “Napul’è” mentre “la telecamera ci saluta con una Napoli dai vicoli stretti, tetti pieni zeppi di parabole ed i panni appena stesi che odoran di bucato.

 Telegramma finale: ” Finchè c’è Musica c’è speranza”.  

( da mymovies.it )

Anche se PASSIONE è considerato un film indimenticabile, non bisogna però farsi trarre in inganno perché “non è assolutamente un film nostalgico, anzi, quella napoletana è una musica viva e molto moderna” dice il regista. Il punto del documentario di Turturro non è infatti spiegare il passato ma illustrare come la modernità derivi da esso: “Ritengo Napoli uno dei punti più importanti per la musica nel mondo”.

Con Passione Turturro  “ci porta in una Napoli amata, vissuta , suonata, in tutti i sensi, e  raccontata da un newyorkese terrone che ne coglie l’anima ironica ed entusiasta”

Contro ogni stereotipo negativo, che cerca di colpire Napoli  sotto molti aspetti, che vanno dai “rifiuti” alla “criminalità”, Turturro “decide di respirare a pieni polmoni le atmosfere magiche partenopee, quelle che fanno amare un luogo che è insieme inferno e paradiso” .

Tutte le puntate de “Breve storia del cinema napoletano”, le trovi nella rubrica “La Storia di Napoli” di Napoliflash24.it (clicca qui)

Fernanda Zuppini