“I Guappi”-1974, di Pasquale Squitieri

Con questo film, Pasquale Squitieri firma quello che, secondo numerosi critici, fu forse il suo capolavoro. Si tratta del secondo capitolo della sua Trilogia della Camorra”, dopo Camorra del 1972 e prima de  L’Ambizioso” del 1978.

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Il regista napoletano fa una “rilettura” dei metodi e delle regole della Camorra che, dopo la caduta del Regno Borbonico, si era sostituita al potere politico, costituendo, di fatto il vero “ordine” nella città partenopea, proponendo una Storia, per molti versi, epica. La vicenda si svolge nella Napoli di fine Ottocento, in cui un orfano vissuto per la strada viene preso sotto l’ala protettrice di un importante guappo che lo fa studiare. L’ex scugnizzo, interpretato da Franco Nero, diventa avvocato e giura fedeltà  al suo protettore, un “imponente e statuario” Fabio Testi nella parte di un “guappo di ferro”, Don Gaetano Fungillo che, fin dalle prime scene conquista il favore degli spettatori. Completano il cast una bellissima e ormai famosa Claudia Cardinale e uno straordinario Raymond Pellegrin che delinea la figura del delegato di polizia Aiossa, ex guappo anche lui, rendendolo un personaggio decisamente “sgradevole e realistico”.

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“I Guappi” è un film del 1974 diretto da Pasquale Squitieri , autore anche del soggetto e della sceneggiatura, insieme a Ugo Pirro e Michele Prisco e interpretato da un ricco cast di attori, costituito da Fabio Testi, Franco Nero, Claudia Cardinale, Raymond Pellegrin, Lina Polito.

Dopo un inizio dal tono beffardo e canzonatorio, il film cambia registro, fondendo insieme cinema di impegno civile e cinema popolare senza cadere nei toni della commedia. La ricostruzione storica è estremamente rigorosa, nonostante alcune concessioni folkoristiche che però non stonano con il contesto. Aiutato dalla sua conoscenza della città di Napoli, il regista si destreggia abilmente con la cinepresa tra le strade e i vicoli della città, immortalando scene straordinarie.

Il film inizia con alcune sequenze di tono farsesco, come il furto della valigia di Nicola (Franco Nero) e il silenzio irreale che regna nel,vicolo dove abita Don Pasquale (Fabio Testi) , prima che lui si svegli, o le macchiette costituite da personaggi come Gigino ‘o Carognone che, invece di venire ucciso per una spiata, riceve uno sputo in un occhio tutte le volte che esce di casa in segno di umiliazione.

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Ma quando la trama si fa via via più drammatica, anche il tono generale diventa più serio e impegnato. Fondamentale è anche il dialogo, con un doppiaggio eccezionale, grazie a doppiatori del calibro di Giuseppe Rinaldi (doppiatore ufficiale di Marlon Brando, Paul Newman e Jack Lemmon) che presta la voce a Fabio Testi, Pino Colizzi che doppia Franco Nero e Pino Locchi che doppia Raymond Pellegrin.

Si sente, comunque, molto l’influenza degli spaghetti-western diretti a inizio carriera, Django sfida Sartana (1970) e La vendetta è un piatto che si serve freddo (1971), e tutti i personaggi de I guappi sembrano muoversi come cowboy e banditi tipici di quel cinema.

Il regista è comunque molto bravo bravo nel ricreare l’ambiente ed evocare la Napoli di fine ‘800, servito da un ottimo cast di attori che si calano perfettamente nei personaggi. Squitieri non sfugge però all’elemento folkloristco e a un certo macchiettismo, ma questi elementi non sembrano delle pecche per il risultato finale.

Egli mostra una camorra d’altri tempi, prima del grande processo Cuocolo che cambia il sistema nelle sue basi. La camorra descritta dal regista è la guapparia classica che ha un sapore, in effetti, folklorico e popolare. Squitieri “sovraccarica tutto, dando un’immagine quasi barocca”, cinematograficamente parlando, di Napoli, e infarcendo i dialoghi di battute memorabili.

Si pensi alle parole che pronunzia Don Gaetano alla sua amante Lucia: “Lucia, forse alle tue spalle, sta seduta la morte mia!”. O ancora, parlando con Nicola, lo stesso  Don Gaetano afferma: “Nicò, è meglio che t’avverto: il mio territorio va da Ferrovia alla Sanità, da Foria ai Miracoli. In questa  parte di Napoli pure o vient sciosc con il mio parere, modestamente…”.

( da altervista.org )

Tutte le puntate de “Breve storia del cinema napoletano”, le trovi nella rubrica  “La Storia di Napoli” di Napoliflash24.it (clicca qui)

Fernanda Zuppini