Breve storia del cinema napoletano: “Dagli anni ’80 ai giorni nostri”
Nel corso degli Anni ’80 il Cinema Napoletano diventa sempre più internazionale, abbandonando il suo caratteristico stile popolare per dare spazio a nuovi registi come Giuseppe Tornatore, autore nel 1986 de “Il Camorrista”, Mario Martone con “I Vesuviani” del 1997 e altri autori come Pappi Corsicato, Antonio Capuano, Stefano Incerti, Antonietta De Lillo.
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Si può dire che il cinema napoletano dell’ultimo ventennio del secolo riscopra le sue origini, modernizzandole, come avviene nel caso di Giuseppe Gaudino con “Giro di lune tra terra e mare”, Vincenzo Terracciano  con “Ribelli per caso” e Paolo Sorrentino, che riportò il cinema al suo vecchio splendore con l‘Oscar per “La grande bellezza” nel 2013, come miglior film straniero e con “Youth”.
 “Su un cinema sempre più riverso sul politically correctl’esuberanza partenopea rivive, ritrova le sue origini e le modernizza nell’estremismo, nell’imprevedibilità dello stile. È il caso di Giuseppe Gaudino (Giro di lune tra terra e mare), Vincenzo Terracciano (Ribelli per caso) e infine Paolo Sorrentino, che con la stretta collaborazione di Toni Servillo, raggiunge le antiche vette di splendore, portando a casa un Oscar per miglior film straniero nel 2013 con La grande bellezza, e riproponendo il successo al festival di Cannes 2015 con Youth – La giovinezza.”

 articolo di Camilla Ruffo  ( da liberopensiero.eu ) 

Dopo il 2000

“Ma in che direzione sta andando il Nuovo Cinema Napoletano degli anni 2000? Quello che sta maggiormente affascinando sono l’eterogeneità degli argomenti, la varietà di storie, la diversità di cifre stilistiche, che testimoniano una ricchezza artistica che dovrebbe essere maggiormente valorizzata. Qualche esempio.
Paolo Sorrentino, dagli esordi fino all’acclamato Il Divo, non ha fatto altro che confermare talento e la capacità di proporre storie dal taglio originale, racconti di solitudini e affreschi inediti per la cinematografia nostrana. Toni Servillo è sempre più un punto di riferimento, quasi un elemento decisivo per il successo di un film (vedi La ragazza del lagoGomorraIl Divo). E poi il napoletano d’adozione, il romano Matteo Garrone che già con L’imbalsamatore aveva regalato uno sguardo nuovo su realtà napoletane con un noir in cui spiccava il talento di Ernesto Mahieux. All’orizzonte, si aspettano Matrimoni e altri disastri, la nuova opera della giovane Nina di Majo, Giallo di CapuanoPericle il Nero con la firma di Abel FerraraNapoli, Piazza Municipio di Bruno OlivieroNoi credevamo di MartoneFortapasc, il film di Marco Risi sul cronista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra nel 1985. 
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Documentari e thriller in salsa nostrana, commedie amare e racconti di un passato più o meno recente: è questa la Napoli del cinema e vista nel cinema contemporaneo, un affresco in chiaroscuro che, partendo dalla città campana, molto può dire anche sull’Italia dei nostri giorni.”
( da mymovies.it )