Breve storia del cinema napoletano: “Da Totò a Troisi” 

Antonio De Curtis, in arte Totò, debuttò nel 1937 in “Fermo con le mani” di Gustavo Lombardo ma ebbe scarsa rilevanza sulla scena cinematografica degli anni Trenta, fatta di personaggi piccolo-borghesi che rappresentavano gli aspetti deteriori della società del tempo.

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Rimase una figura caricaturale dell’uomo ipocrita e volgare attaccato ai suoi istinti primari fino al dopoguerra, quando trovò il suo spazio nell’ambito del cinema neorealista con film come “Totò al giro d’ Italia”,”Il Principe di Capri” e lo straordinario “Napoli Milionaria”, diretto da Eduardo De Filippo.

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Si affermano in questi anni le “Maggiorate”, tra le quali spicca, con il suo fisico prorompente e la sua anima di popolana Sophia Loren, destinata a diventare una delle più celebri attrici del cinema mondiale.
Sotto la regia di Vittorio De Sica (di origine romana ma napoletano di adozione ) vinse con “La Ciociara” l’Oscar come migliore attrice e con i film “Ieri,oggi, domani” e “Matrimonio all’italiana” fu inserita tra le venticinque star più grandi della Storia del Cinema dall’American Film Institute.
1961 Sophia Loren. La Ciociara
Nel dopoguerra prende piede una corrente di film a basso costo
definiti “canoro-sentimentali” o “lacrimevoli-partenopei”, che mirava a soddisfare la necessità del pubblico di rivivere storie commoventi e melodrammatiche e di riappropriarsi del proprio dialetto.
In mezzo a una serie di film dozzinali spicca, nel 1953, il film che si può considerare come “Manifesto del Cinema Partenopeo”, “Carosello Napoletano” di Ettore Giannini,  cui si fondono sapientemente tute le componenti del cinema popolare napoletano.
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Negli anni ’70 – ’80 emerge una categoria di comici che abbandonano l’aggressività beffarda tipica di Totò per esprimere una sensibilità nuova, fatta di ironia bonaria.
Tra tutti emerge Massimo Troisi, definito dalla critica un “autore post-eduardiano” , che conquistò il pubblico con quel suo modo di straparlare e una comicità tutta naturale che alternava situazioni buffe a momenti imbarazzanti.
Troisi
Il genio di Troisi si manifestò con “Ricomincio da Tre” , del 1981 e
“Scusate il ritardo” del 1982, che segnarono una decisiva svolta nel genere comico napoletano.
Fernanda Zuppini