Nonostante il Sindaco di Napoli De Magistris abbia più volte dichiarato negli ultimi giorni di voler inaugurare una fase di collaborazione istituzionale con le opposizioni – al fine di superare l’emergenza economica e sociale in corso – alcuni provvedimenti della Giunta comunale sembrerebbero andare in direzione contraria. In particolare, ha suscitato parecchie remore la delibera 132, approvata l’8 maggio scorso. Oggetto: le integrazioni e la riprogrammazione del Patto per lo sviluppo della città di Napoli finanziato con risorse del Fondo di Coesione e Sviluppo 2014-2020 – il cui totale ammonta a 308 milioni di euro, diventati 311 con questa misura per un ulteriore intervento sugli asili nido. In altri termini, è stato deciso di finanziare 6 nuovi progetti, dal valore totale di 23.107.915 milioni di euro – “senza sentire il consiglio comunale e soprattutto senza neanche comunicare nulla alla commissione Patto per Napoli” ha dichiarato in esclusiva a  Napoliflash24, il portavoce del Movimento 5 Stelle e consigliere comunale Matteo Brambilla.

La questione dirimente, dal punto di vista del pentastellato, riguarderebbe soprattutto il dirottamento poco convincente dei fondi, sottratti ad altri progetti. I circa 23 milioni di cui sopra infatti, sono destinati a due aree tematiche: infrastrutture; turismo, cultura e valorizzazione risorse naturali. A far discutere, la cancellazione degli 8 milioni di euro relativi al Parco archeologico di piazza Municipio; dei 5 milioni di euro propri dell’ Incentivazione agli interventi di edilizia privata nel centro storico Unesco – quest’ultimo “pieno di problemi – denuncia Brambilla – quei soldi erano necessari. C’era la possibilità di intervenire tramite i privati, facendo girare l’economia e i cantieri che sono rimasti fermi“. Infatti, dei 13 milioni totali sottratti ai due progetti menzionati, ben 8 andranno alla riqualificazione di Castel dell’Ovo – “non si capisce se ci sia un progetto dietro e con che cosa abbia a che fare“. Discutibile, a detta del consigliere 5 Stelle, anche l’utilizzo degli ulteriori 3 milioni in aggiunta al Patto per Napoli, implementati per rivalorizzare asili già esistenti – “Avevamo chiesto di stracciare questo progetto, ma non abbiamo ottenuto risposta. Quei fondi servivano inizialmente per realizzare asili del tutto nuovi, o riattare degli edifici preesistenti. Con questa riprogrammazione invece, verrà attuata solo una riqualifica”.

In secondo luogo, non è apparso convenzionale il metodo della Giunta di approvare l’atto deliberativo senza il coinvolgimento del consiglio comunale e della Commissione Monitoraggio dell’attuazione del Patto per Napoli, presieduta da Marco Nonno – “Quest’ultimo ha convocato la commissione solo 3, 4 volte. Sono mesi che non ci ritroviamo. Questo è un fatto grave. Hanno riprogrammato i fondi più volte senza mai coinvolgere la commissione. La delibera 132 è venuta fuori senza alcun confronto col consiglio comunale. Per tutta risposta dovremmo andare in Commissione Trasparenza e contestare atto per atto. Ma questo significherebbe rallentare i lavori“.

Ultima battuta, poi, sulla scarsa liquidità a disposizione del Comune – “Chiaramente ci sono state meno entrate, le difficoltà ci sono in tutta Italia. È pur vero però che ci sono stati dei costi nettamente inferiori. Bisogna quindi ricalcolare tutto in funzione di questo rapporto“.