Negli ultimi giorni, a Napoli, ha tenuto banco la questione relativa al Bosco di Capodimonte: riaperto il 18 maggio e subito chiuso il 22 dalla dirigenza per “le numerose infrazioni rilevate“. Nelle ultime ore, però, sono emerse novità importanti. In un’intervista rilasciata ad un noto quotidiano nazionale, il direttore Sylvain Bellenger ha annunciato: “il Bosco di Capodimonte riaprirà in settimana, do la mia parola d’onore“.

Come noto, il Sindaco De Magistris aveva apostrofato la chiusura del polmone verde cittadino come “un atto gravissimo” frutto, a suo dire, di “mancanza di coraggio“. Per tutta risposta, nell’intervista di cui sopra, Bellenger ha affermato che quella di serrare i cancelli, è stata “la decisione più difficile della mia direzione“. Poi la mano tesa all’amministrazione – “sono certo che De Magistris ci darà una mano per trovare una soluzione, c’è solidarietà tra le istituzioni“.

Detto ciò, il primo cittadino non sembra essere stato l’unico a mal digerire il provvedimento. A quanto pare, infatti, Bellenger è stato accusato duramente anche dai sindacati. Primo, per non avere consultato il comitato scientifico per il Covid-19 – “abbiamo valutato servisse maggiore controllo all’interno e abbiamo proposto il piano con 30 persone, compresa la vigilanza privata. Il sindacato ha detto no a questo” così il direttore, chiamato poi a rispondere ad un’altra questione, posta dalla Cisl Fp: la privatizzazione della vigilanza. “La mancanza di personale si aggrava da 15-20 anni. I custodi in servizio sono massimo 70, devono lavorare su tre turni, ci sono più di 120 sale museali, 134 ettari di bosco, tre porte di accesso al sito. Dal 2 giugno chi lavora nel bosco rientrerà nel museo, ma dovrà usufruire del riposo compensativo. E il parco non avrà più personale. Io non parteggio per il privato, io devo tenere aperto il sito al pubblico” conclude Bellenger.

Ulteriori aggiornamenti sulla questione, sono attesi per i prossimi giorni, quando la vertenza sarà discussa in Prefettura.